Era il 27 febbraio del 380 dopo Cristo, quando l’imperatore Teodosio promulgò l’editto di Tessalonica che sanciva il Cristianesimo come religione di stato romana, soppiantando così il paganesimo. Undici anni dopo arrivarono anche quelli che oggi chiameremmo “decreti attuativi”, che impedivano di fatto ai pagani di professare la loro religione. Il più noto fu quello del 24 febbraio 391 dopo Cristo, che sanciva il divieto di ingresso nei templi pagani, proibiva l’atto di avvicinarsi ai loro santuari e l’adorazione di statue o manufatti. Esattamente 1620 anni dopo quell’editto, domani si terranno delle celebrazioni per ricordare quei giorni drammatici per i pagani, che nei secoli successivi furono i primi “perseguitati” della neonata Chiesa dell’Amore. Sulla giornata, giunta ormai alla quinta edizione, ci parla Manuela Simeoni, della Federazione Pagana.
Com’è nata quest’idea di celebrazione di questa giornata?Il giorno pagano della memoria nasce dall’esigenza di riallacciarsi alle religione premonoteiste dell’Europa. Nel modo in cui noi percepiamo queste religioni antiche, ha un peso molto forte quella “parentesi” di 1700 anni circa in cui il monoteismo ha plasmato la mentalità delle persone, tanto è vero che noi facciamo fatica a concepire il concetto di religione e degli Dei, e questo per un pagano è un problema perché fatica a spiegarsi ed a riuscire a portare il suo essere pagano in società. Così nasce l’idea di celebrare una giornata in memoria anche di tutti quei fuochi sacri che sono stati spenti da quando nel 380 dopo Cristo il Cristianesimo fu adottato come religione di stato. L’ultimo fuoco fu spento in Lituania, a Vilnius, a metà del 1300, quando il Re Jogaila abbandona il paganesimo e si converte al cristianesimo. Come data , abbiamo scelto il 24 febbraio in quanto è la data dell’editto di Teodosio che sancì lo spegnimento del fuoco sacro di Vesta, che era quello che per noi pagani è la pietra miliare, in quanto si tratta del fuoco che doveva bruciare in eterno come simbolo del paganesimo.
Siete in qualche modo “affiliato” ai culti neopagani e wicca statunitensi?
No, anche se ci sono dei Wicca in Italia che apprezzano questa iniziativa e lo celebrano a loro volta. A noi non piace il termine “neopaganesimo”, perché sembra che sia una cosa nuova, quasi di moda. In realtà il nostro, anche se nuovo, è comunque sempre paganesimo, in quanto tale, che non è del tutto nuova.
Qual è il programma delle celebrazioni?
Dunque, ci sono tre manifestazioni principali: due domani 24 febbraio, a Milano e Roma, ed una terza sabato 26 a Jesolo, presso il Bosco Sacro della Federazione Pagana. Quello di domani a Milano, presso il Castello Sforzesco, vedrà una meditazione collettiva, mentre il gruppo di Roma farà una visita ai Fori Imperiali presso il Santuario di Vesta. Diverso sarà quello di sabato, che intende ricordare anche le sofferenze della religione pagane: in questa occasione, accenderemo due fuochi, dai quali attingeremo le fiamme per accendere un fuoco più grande che simboleggia il nostro nuovo paganesimo.
Quanto è stato difficile lavorare nell’indifferenza di media e televisioni?
Ovviamente abbiamo iniziato in sordina perché, come hai detto, non si trovano materiali facilmente. Per cui abbiamo cercato di sfruttare il più possibile i mezzi tecnologici per diffondere la conoscenza sul paganesimo come meglio potevamo. Quest’anno sarà l’anno clou perché si sono uniti a noi, abbastanza inaspettatamente, i due gruppi di Milano e Roma, che festeggeranno come detto assieme a noi la giornata della memoria. Quest’anno poi siamo sbarcati anche sui social network, come Facebook, e quindi abbiamo avuto maggiori possibilità di trovare risonanza e persone che condividevano il progetto.
Nella crisi delle religioni di oggi, pensi che il paganesimo possa fornire una risposta spirituale alla gente comune?
So che il paganesimo è radicalmente diverso dal modo di intendere la religione stessa, perché è vero che il monoteismo riprende di separazione di corpo ed anima viene dalla tradizione platonica, ma i gruppi pagani cercano di vedere le cose nella loro completezza. Esiste nella religione pagana lituana, ad esempio, il concetto di darna, che è il concetto dell’equilibrio dinamico, un po’ come in Eraclito: gli opposti esistono ma sono un’unica cosa. E questo non lo troviamo nelle religioni monoteiste. Non so se il paganesimo possa rispondere alla crisi delle religioni, perché è proprio così diverso che richiede un cambiamento delle persone prima, e quindi non può semplicemente entrare e sostituire le religioni attuali.
Per approfondire, visita anche:
http://www.giornopaganomemoria.it e http://www.federazionepagana.it






