Mon05212012

Last update01:41:37

Profile

Direction

Menu Style

Cpanel
Back Politica Italia Cuffaro, condanna definitiva: è già in carcere. "Accetto la sentenza"

Cuffaro, condanna definitiva: è già in carcere. "Accetto la sentenza"

  • PDF
mafia schifo

Dopo un procedimento penale durato due anni (praticamente un record di efficienza, per l'Italia) la Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Antonio Esposito, ha condannato l'ex Presidente della Regione Sicilia Salvatore Totò Cuffaro a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e per rivelazione del segreto istruttorio nel procedimento giudiziario denominato “Talpe alla DDA”. Oltre a quella di Cuffaro, altre condanne sono state emesse dalla Corte: Michele Aiello, importante esponente della sanità privata siciliana è stato condannato a 15 anni e 6 mesi di reclusione; Giorgio Riolo, ex Maresciallo del Ros di Palermo, a 7 anni e 5 mesi; il radiologo Aldo Carcione, infine, a 4 anni e 6 mesi.

TOTO' VASA VASA CUFFAROTotò Cuffaro, soprannominato da alcuni giornalisti siciliani “vasa vasa”, per la sua abitudine di salutare gli amici con due baci sulle guance, nasce a Raffadali, in provincia di Agrigento, il 21 Febbraio del 1958. Si laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Palermo, con specializzazione in Radiologia.

I primi passi nella politica che conta li muove nel 1980, quando viene eletto Consigliere Comunale del piccolo comune di Raffadali, tra le fila della Democrazia Cristiana. Alla fine di quello stesso anno viene eletto nel Consiglio Comunale di Palermo. Dalla piccola Raffadali, quindi, alla grande Palermo, e da Palermo fino alla Regione Sicilia: nel 1991 diventa Consigliere Regionale, registrando tra l'altro un'ottima affermazione personale, avendo raggiunto quasi 80.000 preferenze.

E siamo sempre nel 1991 quando Totò Cuffaro diviene famoso a livello nazionale; presente tra il pubblico nel popolare programma televisivo Maurizio Costanzo Show, infatti, si scaglia contro il “giornalismo mafioso”  e contro una Magistratura “che mette a repentaglio e delegittima la classe dirigente siciliana”. L'intervento dell'allora sconosciuto Cuffaro si riferisce a Calogero Mannino, esponente di punta della DC siciliana dell'epoca, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e, successivamente, assolto. La DC diventa PPI (Partito Popolare Italiano) e nel 1996 Cuffaro decide di lasciarla, passando al neonato CDU (Cristiani Democratici Uniti) di Rocco Buttiglione, tra le fila del quale viene rieletto in Consiglio Regionale.

Dopo una breve esperienza nel Centrosinistra siciliano (precisamente nell'Udeur di Clemente Mastella), ritorna nel Centrodestra, e l'incarico di massima importanza arriva per Cuffaro nell'anno 2001, quando viene eletto Governatore della Regione Sicilia. Partecipa alla trasformazione del CDU in Udc (Unione dei Democratici Cristiani). Proprio con l'Udc viene rieletto nel 2006 (dopo aver sconfitto la candidata del Centrosinistra Rita Borsellino con il 53% delle preferenze contro il 41,6) ma appena due anni dopo (siamo al 26 Gennaio 2008) si dimette, perché nel frattempo è arrivata per lui la condanna di primo grado.

I GUAI CON LA GIUSTIZIA -   Fin dalla sua prima elezione alla guida della Regione Sicilia, Totò Cuffaro risulta iscritto nel registro degli indagati dalla Procura del capoluogo siciliano per concorso esterno in associazione mafiosa, a causa di alcuni legami tra esponenti politici e rappresentanti del clan Brancaccio. Secondo l'accusa, inoltre, Cuffaro, grazie all'aiuto di alcune “talpe” presenti presso la Direzione Distrettuale Antimafia, avrebbe rivelato ad alcuni importanti personaggi indagati per Mafia (tra i quali, appunto Michele Aiello, condannato a 15 anni e mezzo di reclusione) particolari riservati delle indagini che li vedevano coinvolti.

In primo grado, il 18 Gennaio 2008 , Cuffaro viene condannato a 5 anni di reclusione e all'interdizione a vita dai pubblici uffici, con l'accusa di favoreggiamento semplice. Il 23 Gennaio del 2010 viene emessa la condanna di secondo grado. Dopo alcune dichiarazioni dei pentiti di Mafia Vito Ciancimino e Gaspare Romano, la Corte decide non solo di confermare la condanna di primo grado (5 anni), ma di aggiungerne altri due a causa dell'aggravante mafiosa.

La sentenza è stata pienamente confermata in Cassazione: il 22 Gennaio 2011, infatti, Totò Cuffaro è stato definitivamente condannato a 7 anni di reclusione e si trova attualmente nel carcere romano di Rebibbia. Queste le sue prime dichiarazioni: “sono stato un uomo delle istituzioni e ho avuto un grande rispetto per la Magistratura. Questa prova non è stata e non è facile da portare avanti ma ha rafforzato in me il rispetto delle istituzioni. La Magistratura è una istituzione, quindi la rispetto anche in questo momento di prova. Ha accresciuto in me la fiducia nella giustizia e soprattutto ha rafforzato la mia fede. Se ho saputo resistere in questi anni difficili è soprattutto perché ho avuto tanta fede e la protezione della Madonna”.

LE REAZIONI POLITICHE –  Le dichiarazioni di Cuffaro vengono lodate dal Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano, che parla di grande “dignità” e di “contegno” dell'ex Governatore siciliano che, una volta appresa la sentenza, si è consegnato spontaneamente.

Antonio Di Pietro , invece, sul suo blog scrive: “poveraccio quel Paese in cui ci si deve stupire se un politico condannato, invece di gridare che i Magistrati sono dei farabutti e di denunciare complotti contro di lui, ha dichiarato di rispettare la Magistratura e, invece di darsi alla fuga si è andato a costituire". Il leader dell'IdV, però, aggiunge poi che “bisogna riconoscergli un rispetto delle istituzioni che è mancato e manca ad altri politici pure finiti sotto inchiesta, e soprattutto manca al Presidente del Consiglio Berlusconi”.

Molti esponenti pidiellini ed altrettanti colleghi dell'Udc hanno voluto dichiararsi vicini a Cuffaro tramite messaggi ufficiali:
Casini e Follini si dicono “umanamente dispiaciuti per la condanna” e sebbene esprimano “rispetto per la sentenza, come è doveroso in uno Stato di diritto” continuano a dirsi certi “che Cuffaro  non sia mafioso”.
Sulla stessa linea Cicchitto e Quagliariello, i quali esprimono “solidarietà all'amico Totò Cuffaro”. Anche il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi si dichiara “umanamente e politicamente colpito dalla sentenza della Cassazione”.

Ben altra aria si respira tra gli esponenti dell'opposizione. Secondo
Erasmo Palazzotto, coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà in Sicilia, “la condanna definitiva a sette anni di reclusione per l'ex Presidente della Regione Cuffaro deve far riflettere sul degrado morale in cui è piombata la politica isolana. Questa sentenza è un segnale positivo per la Sicilia, perché pone fine alla stagione dell'impunità della classe politica. Apprezziamo tuttavia il comportamento con cui l'ex Presidente ha accolto la sentenza di condanna. Di questi tempi non è facile trovare politici che rispettino il lavoro della Magistratura”.


Soddisfazione per la sentenza ma, nel contempo, plauso al comportamento tenuto da Cuffaro: pare essere questo il leitmotiv nelle dichiarazioni degli esponenti delle opposizione. Così, dopo Di Pietro e Palazzotto, anche Rita Borsellino (sconfitta alle elezioni Regionali del 2006 proprio da Cuffaro) si mantiene sulla stessa linea: “la giustizia ha fatto il suo corso e la sentenza di oggi pone fine a una vicenda che ha mostrato con tutta evidenza il coacervo politico, affaristico e mafioso che ha retto la Sicilia nell'ultimo decennio. A fronte di tutto ciò e senza dimenticare i gravissimi crimini di cui si è macchiato l'ex Governatore, mi preme tuttavia esprimere apprezzamento per l'atteggiamento tenuto nel corso del processo da Salvatore Cuffaro, che ha mostrato massimo rispetto tanto per l'operato dei magistrati, quanto per la sentenza dei giudici. Un atteggiamento dignitoso – conclude Rita Borsellino - che si contrappone in maniera netta a quello dei troppi uomini politici che, come il Presidente del Consiglio, sono soliti rispondere alle accuse della Magistratura denigrando i giudici e sottraendosi alla giustizia”.
Altri Articoli :

» Voto di mafia, Pisanu: "Legame tra mafia e politica consolidato, ma nascosto"

Il codice di autoregolamentazione antimafia, approvato nella scorsa legislatura dalla commissione parlamentare antimafia nella seduta del 3 aprile 2007, dispone che i partiti, le formazioni politiche e le liste civiche debbano astenersi dal...

» Vieni via con me, continuano le polemiche politiche

Grande successo di pubblico per la prima puntata di Vieni via con me, lo show di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Un’occasione per riflettere sui mali e i paradossi che affliggono da tempo il nostro Paese che, uscito malconcio dalla Prima...

» Sicilia, la magistratura indaga: la Mafia avrebbe appoggiato l'elezione di Lombardo a governatore

Le elezioni del Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, sancirebbero un nuovo asse Stato-Mafia. Raffaele Lombardo e suo fratello Angelo, deputato nazionale, sono indagati a Catania con l’accusa di “concorso esterno in associazione...

» Escort, il governo replica: "Un'invenzione della Mafia per rovesciarci"

Il primo a dichiararlo è stato Umberto Bossi. Per il leader della Lega Nord, tutte le notizie sulle escort che stanno uscendo fuori in questi giorni, non sono altro che una ritorsione della mafia, una risposta a tutte le leggi “pesantissime...

» Strage di Capaci, il pentito Spatuzza indica nell'ex 007 Narracci il tramite con Cosa Nostra

Gaspare Spatuzza ha riconosciuto nuovamente Lorenzo Narracci, ex 007 del Sisde, nel merito alle indagini sulle partecipazioni esterne alla strage di Via D’amelio del ‘92, nella quale, come sappiamo, morì il giudice Paolo Borsellino. Spatuzza...

Commenti  

 
#1 2011-01-24 18:45
Speriamo sia finita l'era d''impunità.
L'era di Andreotti e Carnevale.
 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Frenk Schiavone

cop2