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Roma Imperiale: il gioco di ruolo che permette di vivere nell'Urbe Antica ai giorni nostri

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Nella galassia di giochi di ruolo presenti su internet, molti dei quali provenienti dal paese a stelle e strisce, c’è un stella italiana che brilla particolarmente: si tratta di Roma Imperiale (www.romaimperiale.com), un gioco di ruolo semplice ed affascinante, totalmente gratuito, ed attualmente popolato da quasi 1.500 persone. Non poco se si considera la giovane età (4 anni) ed il limite geografico imposto dalla lingua di gioco (esclusivamente l’italiano). Ma cos’è di preciso Roma Imperiale? Per analizzarlo meglio, quest’articolo è stato redatto dopo una regolare iscrizione ed una frequentazione costante (ma non eccessiva) del gioco, e quindi a spezzoni, scritti nell’arco di un mese (quello di luglio), e poi assemblato e limato qua e là. Ecco quindi una recensione del gioco approfondita.

L’ambientazione – Siamo a Roma negli anni in cui l’Imperatore è Traiano, storicamente riconosciuto come il periodo culmine del dominio romano del mondo, e quindi a cavallo tra il primo ed il secondo secolo dopo Cristo (e quindi tra il 98 ed il 117). Entrando nell’Urbe, ci si trova sulla mappa della Roma di quei tempi, da cui è possibile scorgere il Foro Imperiale, il Campo Marzio, l’Anfiteatro Flavio e quasi tutti quello che c’era in quel periodo. Il tutto è molto realistico, dalla presenza degli Dei nella vita quotidiana (trascurarli vuol dire ammalarsi più spesso, ad esempio), all’ineluttabile Fato, che d’improvviso può trascinarci nostro malgrado tanto in sciagure che in eventi lieti.

Imperfezioni storiche – Nonostante tutto, però, ci sono degli errori (consapevoli) alla veridicità storica. Nella Roma antica, infatti, sarebbe impensabile vedere donne prefetti, oppure soldati e  quant’altro: un limite, questo, volutamente scardinato per permettere anche alle ragazze di giocare liberamente, in un gioco che altrimenti avrebbe visto solo figure maschili. Un altro errore altrettanto necessario è la possibilità di inviare (istantaneamente) delle missive: la posta, così come la conosciamo noi, era un servizio storico esclusivo dell’impero e non per i privati cittadini, che talvolta (se danarosi) ne avevano di proprie, generalmente consistenti in alcuni schiavi o anche liberti che a cavallo portavano le proprie missive. Ma anche in questo caso, sarebbe stato impossibile per i giocatori comunicare tra di loro, ad esempio, su cose urgenti, come l’uscita dal gioco per improvvisi impegni o quant’altro: insomma, senza la cosiddetta “messaggistica privata”, difficilmente si sarebbe potuto allestire un gioco di ruolo.

Personaggi – Ognuno è libero di impersonare chi vuole, con la limitazione, ovviamente, di non fare riferimento a personaggi storici reali postumi. Ad esempio, non troverete un “Napoleone” o un “Maradona” nel gioco, mentre sono praticamente accetti tutti gli altri, anche quelli di personaggi romani reali postumi (es. Settimio Severo, Commodo, eccetera), purché non si considerino come tali. Per le foto degli avatar, si sprecano i divi del cinema, specie quelli che hanno interpretato personaggi antichi (Brad Pitt nei panni di Achille e Russel Crowe come Gladiatore su tutti), mentre più restrizioni ci sono nel fondare una gens propria, vero nodo cruciale nell’età antica, con le gentes romanae quasi sempre in lotta tra loro.

Come giocare – Registrandosi, gratuitamente, si entra come “stranieri”. Il che significa che il primo scopo del gioco è ottenere la cittadinanza romana, che permetterà di trovare lavoro, comprare casa e così via, tutte funzioni “vietate” agli stranieri. Generalmente, anche per una persona totalmente a digiuno di giochi di ruolo, in pochi giorni si ottiene la cittadinanza e si può iniziare a giocare seriamente. Tutto è possibile, infatti, nelle vie dell’Urbe: dall’arruolarsi come legionari a diventare pretoriani, da architetti ad edili, da gladiatori a marinai. Quasi tutti i mestieri dell’antica Roma sono presenti, ognuno con le proprie peculiarità. Per interagire con i personaggi, è fondamentale il “ruolare”, (neologismo italico dall’inglese to role, ossia “recitare”) ossia descrivere le proprie azioni agli altri personaggi, in modo tale che essi possano prendere parte. Vige il buonsenso: nessuno può volare, spaccare le mura con un pugno o spostare oggetti col pensiero (per cose del genere, si può rischiare l’allontanamento), ma al contrario è sempre meglio descrivere l’azione lasciandola “aperta” agli altri giocatori. A concluderle, talvolta, può essere solo il Fato.

Fato – E’ l’incognita assoluta o quasi che caratterizza Roma Imperiale. Tutto può succedere, quando il Fato interviene: da assalti di briganti se siete nella foresta con la vostra donna a rivolte di schiavi che i legionari dovranno domare; da guerre improvvise contro Parti e Germani ad alluvioni improvvise che potrebbero portare il Tevere a straripare. Quando interviene il Fato, alcuni giocatori per lo più novizi, scappano. Altri lo sfidano apertamente, ma non è detto che vada sempre bene. Solo il Fato, infatti, può “concludere” positivamente o negativamente un’azione, cosa che al giocatore non è mai permessa. Proprio come se fosse reale.

Conclusioni – Insomma, Roma Imperiale può essere considerato un piacevole passatempo, per conoscere meglio la storia di Roma, per provare ad immaginare come sarebbe la nostra vita se vivessimo in quegli anni lontani. E perché no, un modo come un altro per conoscere nuove persone, socializzare e perché no tenere unito, da Nord a Sud, uno spirito nazionale che, nonostante l’Impero sia crollato da molto tempo, continua ad esistere dentro tutti gli italiani.

Vai al sito: Roma Imperiale.com

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