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Radio Padania, la radio "anti-italiana" che prende i soldi da "Roma ladrona"

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Il 14 giugno 2010 tutti gli italiani si ricordavano di essere italiani. A seguire la partita Italia-Paraguay circa 19 milioni di spettatori, tutti stretti in un unico abbraccio tricolore, ad accogliere i campioni del mondo nel loro debutto in Sud Africa. Dita incrociate, fiato sospeso, orgoglio nazionale. Ma tra quei 19 milioni di spettatori c’è una talpa, un oscuro nemico, qualcuno che gli scongiuri li fa, ma perché l’Italia si distragga e il Paraguay metta in rete un pallone. Questa talpa altri non è che Radio Padania che al ’39 minuto del primo tempo viene accontentata da Alcaraz. Radio Padania esulta e ringrazia sentitamente il capitano. Uno strillo sguaiato di gioia, giusto per puntualizzare che non basta una maglia azzurra e l’inno di Mameli per sentirsi italiani perché i padani hanno nel cuore un solo colore: verde leghista! Sempre e comunque. Purtroppo non vale lo stesso per il portafogli.

Nell’ultima finanziaria c’è uno stanziamento che riguarda il settore della radiofonia firmato da due senatori della Lega Nord: un milione di euro annuo a cui possono accedere i soggetti designati nel  comma 190 art. 4, che altri non sono che Radio Padania e Radio Maria. Ogni anno dunque un milione di euro viene diviso tra queste due emittenti. Inoltre nascosto nella finanziaria del 2001 esiste un provvedimento che permette a queste due emittenti, e solo a loro in quanto radio nazionali comunitarie, di occupare nuove frequenze in ogni parte d'Italia per "completare" le loro rispettive coperture, contrariamente a quanto previsto da tutte le leggi che regolano il settore radiotelevisivo.

L’emendamento era stato presentato guarda caso da Caparini, deputato della Lega e fondatore di Radio Padania. Come se non bastasse dopo 90 giorni da quando avviene l’appropriazione (il)lecita della frequenza (perché purtroppo è lecita nonostante da anni nessuna emittente possa occupare nuove frequenze) le due radio "nazionali" ne diventano proprietarie e possono sia rivenderla che scambiarla. Considerando che negli ultimi anni Radio Padania ha occupato tra le 200 e le 300 frequenze con la possibilità di rivenderle e/o scambiarle, e che ogni frequenza può valere fino a 100 mila euro, si può facilmente immaginare l’incremento economico della società che gestisce l’emittente leghista.

Nel 2005,con un nuovo emendamento del sempre attento Caparini, la finanziaria stanzia un milione di euro, con replica a gentile richiesta negli anni successivi, per l’aggiornamento tecnologico per il settore radiofonia. Le emittenti che ne usufruiscono sono le stesse del comma 190 del 2004: ancora Radio Padania e Radio Maria, che sono le uniche due che soddisfano il requisito richiesto, sono radio nazionali comunitarie.

Per chi si stesse chiedendo qual è il requisito necessario per essere una radio comunitaria la risposta è semplice: basta non essere una radio commerciale; in pratica Radio Padania non potrebbe trasmettere più di tre minuti di pubblicità ogni ora. Anche se è agli agenti pubblicitari padani che l’emittente deve dire grazie se il fatturato annuo è schizzato nel 2008 a 1,88 milioni di euro, mentre nel 2006 arrivava solo a 109 mila euro. Sono mai stati fatti dei controlli?

Come se non bastasse a tale sperpero di denaro  si aggiungono i finanziamenti del dipartimento per l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per il quotidiano La Padania negli ultimi sei anni sono stati stanziati circa 28 milioni di euro.

Il 14 giugno 2010 tutti gli italiani si ricordavano di essere italiani e Radio Padania si dimenticava che se ha la possibilità di delirare pubblicamente attraverso quelli che dovrebbero essere organi d’informazione, piuttosto che di deformazione, è solo grazie ai soldi del bilancio dello Stato. Al 63', Daniele De Rossi, figlio di Roma ladrona si vendica e mette in rete stroncando l’esaltazione padana. Il padano impreca. Un’imprecazione da milioni e milioni di euro.

Radio Padania: "Obama è l'Anicristo che porterà alla fine del mondo" - Guarda il video (da YouTube):

Courtesy TerritorioScuola

Radio Padania: "Ai gay niente coltellate, ma calci nel culo sì" - Guarda il video (da YouTube):

Courtesy TerritorioScuola

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Commenti  

 
#1 2010-10-09 20:20
CA**ATA Radio Padania Libera non prende proprio niente da roma.
La vostra specialità se non è disinformazione è come minimo confusione creata.
Diciamo che è roma che da sempre sta in piedi con i soldi della Padania.
Gli statali non pagano veramente le tasse, perchè tutto il loro stipendio ( quindi compresi i contributi e le tasse) vengono presi dalle tasse che pagano i lavoratori nel privato. Fate un pò i conti.
La Padania ha un credito con lo stso che non finisce più.
 

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