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Lodo Alfano, i finiani votano il testo. Delusione della base: "Che fine ha fatto il tema della legalità?"

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gianfranco fini

Dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato arriva il primo via libera a procedere per il cosiddetto Lodo Alfano Retroattivo”. Il testo dell'emendamento sulla retroattività, proposto dal senatore pidiellino Carlo Vizzini, è stato approvato con 15 voti a favore (uno dei quali del finiano Maurizio Saia) e 7 contrari, e stabilisce testualmente che “i processi nei confronti del Presidente della Repubblica o del Presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l'assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare.” In parole povere, tutti i procedimenti pendenti che vedono imputato il Premier Silvio Berlusconi, verrebbero letteralmente congelati, in attesa che il Cavaliere cessi di rivestire la carica di Primo Ministro.

Le reazioni all'approvazione di tale emendamento erano largamente prevedibili. La maggioranza di governo composta da Pdl e Lega esulta, l'opposizione promette barricate, Idv e Pd in testa. La reazione più dura arriva dal leader dell'Italia dei Valori Antonio di Pietro. Per l'ex pm, infatti, “è stato smascherato il finto ritorno alla legalità di Fli, che al primo passaggio vero ha appoggiato una norma che garantisce l'immunità al premier. Siamo alla caduta della democrazia e dello stato di diritto.” Il Partito Democratico considera “vergognoso” il provvedimento. Per il segretario Pierluigi Bersaniviaggiamo ai limiti dell'assurdo. E' indecoroso pensare di procedere ad un'assoluzione per via parlamentare. Faremo barriera con tutte le forze che abbiamo”, promette Bersani.

Alle opposizioni risponde il Capogruppo Pdl in Commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa,  secondo il quale “un Pd senza argomenti e senza idee non è in grado di fare altro che appoggiarsi ciecamente sulle posizioni di Di Pietro sperando in una caduta del governo per via giudiziaria. Invece di provare a costruire un'alternativa politica – prosegue Costa – da sedici anni confidano nella magistratura per sovvertire il risultato elettorale, e la loro posizione sul Lodo Alfano ne è la più limpida testimonianza”.

Ma dato per scontato che vi siano tra brindisi da una parte e fuochi di guerra dall'altra, che aria tira nel neonato partito finiano di Futuro e Libertà? Da Saia e, in generale, da tutto Fli è arrivato un “si” quasi inaspettato. Inaspettato non certo dalla maggioranza di governo, né tantomeno dalle opposizioni, come abbiamo visto. Quelli che proprio non sono riusciti a mandar giù la sorpresa derivante da questa presa di posizione sul Lodo Alfano, sono stati i militanti di Futuro e Libertà. La base elettorale del partito di Gianfranco Fini non nasconde la propria amarezza per il voto favorevole dato all'emendamento da Fli, e sfoga la propria rabbia e la propria incredulità soprattutto sul web, inondando i blog di Generazione Italia e di FareFuturo.

Ma dov'è finita la legalità?” si chiedono in molti. Se lo chiedono talmente in tanti da costringere il Direttore di FareFuturo Web Magazine, Filippo Rossi, a rispondere in diretta alle centinaia di mail e di commenti di protesta. “Il berlusconismo non può finire per via giudiziaria”, tuona Rossi; “e la Legge non può finire per via berlusconiana”, ribatte Giacomo, un infuriato utente. L'idea di sospendere i procedimenti giudiziari a carico di Berlusconi non piace nemmeno a Piero, che si chiede cosa farne dell'articolo 3 della Costituzione: “lo sospendiamo 'senza enfasi'?

Un movimento dal basso che quasi costringe le più alte cariche di Fli a doversi in qualche modo “giustificare” per l'assenso dato all'emendamento sulla retroattività: “ c'è chi non ha capito, ma spero capirà” è l'enigmatica risposta di Benedetto della Vedova, possibile futuro segretario di Futuro e Libertà. Più diretto e meno accomodante è Italo Bocchino. Secondo il braccio destro di Fini, infatti, quello della retroattività “è un falso problema”, dal momento che l'emendamento è “a tutela della serenità delle funzioni”; quindi, prosegue Bocchino, “chi ci accusa sul Lodo Alfano non ha approfondito”, poiché “la tutela delle alte cariche va data”.

Spiegazioni che non riescono a placare gli animi degli utenti di Generazione Italia; a Luca ad esempio, il Lodo “fa schifo”, senza troppi giri di parole. Però poi ci pensa Gianni a calmare gli animi e dare più di uno spunto di riflessione sull'argomento: “calma ragazzi, il fatto che è retroattivo e per reati al di fuori delle funzioni lo rende palesemente anticostituzionale, verrà bocciato, pensate che Fini non lo sappia...?” Già. Possibile che Fini non lo sappia?

 

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