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Napoli, resi pubblici gli studi sul miracolo del Santo patrono. Non invitata la Curia. Ed è polemica

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Il Cardinale Sepe ed il sangue di San Gennaro

Il sangue contenuto nell’ampolla di San Gennaro è umano. Scienza e fede si ritrovano ancora una volta al centro dell’attenzione pubblica. A far luce sulla vicenda hanno contribuito gli studi effettuati dal professor Giuseppe Geraci, del dipartimento di Biologia molecolare della Federico II. Quattro anni di ricerche hanno, infatti, dimostrato che il sangue umano, antico o di recente prelievo, può mutare stadio per eventi meccanici, fisici o chimici.

Per evitare il danneggiamento del reperto originale, oggetto degli studi è stata una seconda ampolla, simile a quella del prodigio, ritrovata qualche anno fa nell’Eremo dei Camaldoli. Sebbene non sia stato possibile né datare, né classificare l’ampolla, probabilmente risalente al 1600, è stato riscontrato che il suo contenuto è sangue umano.

I risultati delle ricerche sono stati resi ufficiali il 5 febbraio, durante il congresso tenuto proprio dal professor Geraci Il miracolo di San Gennaro: esperimenti e considerazioni di un biologo molecolare presso l’Accademia nazionale di Scienze fisiche e matematiche di Napoli. Lo scienziato ha aperto il convegno mostrando ai presenti un campione del proprio sangue solidificato e agitandolo ne ha provocato la liquefazione. Fenomeno chiamato tissotropia, ovvero la proprietà di alcuni materiali di diventare più fluidi sottoposti a sollecitazione, come piccole scosse o vibrazioni, tornando allo stato precedente se lasciati indisturbati. Tesi ipotizzata già nel 1991 da alcuni ricercatori del CICAP (Comitato Italiano per il  Controllo delle Affermazioni sul Paranormale).

Ma il mistero si infittisce. «Non basta l’evento meccanico, uno scossone, a far cambiare stato - ha ribadito Geraci - Quando ho aperto l’ampolla dei Camaldoli il sangue contenuto da liquido è divenuto gelatinoso, ho sottratto del calcio per riportarlo allo stadio fluido. Per l’ampolla con il mio sangue è bastato uno scossone. Quello che non sappiamo è in base a quali circostanze il sangue dell’ampolla di San Gennaro passa da solido a liquido e viceversa».

Hanno preso parte alla manifestazione il rettore della Federico II Guido Trombetti, Gennaro Luongo, agiografo e docente, il segretario nazionale Carlo Sbordone, titolare della cattedra di Analisi matematica alla federiciana. Ma nessun membro della Curia. Ed è subito polemica. “Un evento importante di cui il cardinale Crescenzio Sepe non era né informato né invitato” ha ribadito un portavoce della Curia. Vicenda sorprendente in quanto proprio l’arcivescovo di Napoli ha sollecitato e incoraggiato più volte la scienza ad effettuare ulteriori studi sul miracolo di San Gennaro. Già nel 2008 il cardinale aveva espresso il desiderio di porre il prodigio del Santo all’attenzione di esperti internazionali, in modo da far luce su una questione che da sempre ha suscitato polemiche.

Restano comunque inspiegate le ragioni del mancato invito. Resta soprattutto, ancora una volta, inspiegato il prodigioso fenomeno.

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