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Contestazione Schifani a Torino, continua la polemica

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La festa del PD a Torino è diventata in questi giorni luogo di ripetute contestazioni e di proteste. Prima il 6 settembre nei confronti del Presidente del Senato Renato Schifani, e, alcuni giorni dopo, nei confronti del Presidente della Cisl Raffaele Bonanni. La polemica dilaga,  ma gli esponesti del PD, all’unanimità,  si sono mostrati categoricamente critici nei confronti dei cittadini in rivolta. Ma andiamo per gradi. Il 6 settembre all’ordine del giorno vi era un dibattito sulle riforme istituzionali, presieduto dall’onorevole Piero Fassino con la partecipazione, appunto, del presidente Renato Schifani.

Legge elettorale: D’Alema propone il modello tedesco. Coro di no

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L'idea malsana e malintesa di bipolarismo - spiega Massimo D’Alema ai microfoni di Repubblica - che abbiamo cullato e costruito in questi anni ci ha portato a un sistema che fa comodo solo a Berlusconi, che col 38% dei consensi può farsi eleggere al Quirinale, e chiudere i giochi per sempre. Ci rendiamo conto che l'indicazione del premier sulla scheda non esiste in nessun paese del mondo? Ci rendiamo conto che in Italia con questo falso mito maggioritario ormai gli organi di garanzia contano sempre meno?

Pino Arlacchi si auto-sospende dall'IdV: "Troppo vicini ai grillini"

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Pino Arlacchi, europarlamentare IdV, si auto-sospende dal partito dopo i gravi fatti di Torino. Arlacchi non ha gradito le esternazioni del leader del partito Antonio Di Pietro in merito ad una contestazione portata avanti nei confronti di Renato Schifani.

Inchiesta Grandi Eventi, c’è una nuova lista Anemone. Anche un Berlusconi nell’elenco

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L’estate non ha rallentato il lavoro della Procura di Perugia impegnata nell’inchiesta sui Grandi Eventi, che sembra allargarsi in maniera sempre più massiccia. È di questi giorni la scoperta di una nuova “lista Anemone”, l’imprenditore coinvolto in una serie di operazioni sospette nel campo delle ristrutturazioni a prezzi irrisori a favore di politici e altri personaggi di spicco.

Legge Porcellum: le posizioni dei diversi schieramenti sulla legge elettorale

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Secondo il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta i problemi del Paese sono in larga parte istituzionali e i sistemi elettorali non possono cambiare né la realtà né l'impalcatura costituzionale. Secondo il ministro sarebbe in atto una campagna politica dell'opposizione, mossa da intenzioni opportunistiche e strumentali, rivolta ad indebolire il governo e possibilmente a farlo cadere. Il vero punto debole – spiega il ministro - non sta nel sistema elettorale, quanto nella debolezza costituzionale del governo e nella strutturale inefficienza del Parlamento. Possiamo comporre le Aule nei modi più diversi ma non sfuggiremo al fatto che il nostro resta un sistema istituzionalmente diverso da quello che i cittadini percepiscono, che nessuno vota per l'elezione del premier e che quindi le valutazioni a consuntivo sono rese impossibili o pretestuose.

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