Gli Aquilani, come promesso, scendono di nuovo in piazza, invadono la zona rossa, questa volta indossando tute e caschi protettivi, ma soprattutto accompagnati dalla carriola, protagonista assoluta della protesta.
Una lunga catena umana da piazza Palazzo fino a piazza Duomo, di circa seimila aquilani che si passano secchi e carriole piene di macerie, che poi vengono depositate a palazzo dell'Emiciclo presieduto dalle forze dell'ordine.
“L'Aquila rinasce dalle sue macerie”, questo lo slogan che si legge sugli elmetti. Tra i manifestanti esponenti di Legambiente, secondo i quali “i detriti dell'Aquila e degli altri 56 comuni potevano già essere rimossi”.
Facciamo un passo indietro.
Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, aveva dichiarato tempo fa che la tipologia dei detriti era varia e che prima della rimozione era necessaria un'attenta selezione per salvaguardare macerie di valore artistico. Oggi la Protezione Civile non si occupa più dello smaltimento dei detriti, causa le dimissioni di Bertolaso da Commissario Straordinario per la Ricostruzione, ma il problema persiste e il sindaco Cialente era in attesa di aiuti dal Governo.
Finalmente qualcosa sembra muoversi, il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha approvato la richiesta avanzata dal Governatore Chiodi, che prevede l'ausilio dell'esercito nelle operazioni di smaltimento; tant'è che nei prossimi giorni nei territori colpiti dal sisma lo scorso aprile arriverà una squadra di 10 tecnici del ministero per stabilire l'eventuale intervento dell'Esercito o dei Vigili del Fuoco.
Se la Prestigiacomo, a seguito delle nuove proteste aquilane ha dichiarato “che se la manifestazione è giustificabile per il desiderio di ritorno alla normalità da parte della gente del capoluogo abruzzese, duramente colpita dal sisma, è sostanzialmente superata dai fatti perché nei prossimi giorni comincerà, se necessario, con l'ausilio dei mezzi dell'Esercito e dei Vigili del Fuoco la delicata operazione di trasporto dei materiali nei tre siti di stoccaggio temporaneo già individuati ed in un quarto che si sta definendo” è anche vero che senza le proteste dei terremoti per ottenere ciò che spettava loro per diritto forse non sarebbe arrivato o sarebbe arrivato con un ulteriore ritardo.
Intanto ci si chiede se questa quarta invasione della zona rossa sia da considerare una manifestazione politica di sinistra in vista delle prossime elezioni, mentre sicuramente di destra la manifestazione pro Bertolaso delle stesse ore, organizzata dal movimento Rialzati Aquila schierato con il candidato del Pdl. Certo è che le elezioni nelle zone terremotate saranno esclusivamente aquilacentriche e che il tema della ricostruzione sarà determinante.
C'è un punto da chiarire, tutti gli aquilani ai quali sono stati consegnati nuovi alloggi erano quelli che avevano perso la casa, il popolo delle carriole è formato dai cittadini le cui case sono state dichiarate e lasciate inagibili.





Gomorra di Roberto Saviano
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