Un’infelice circostanza ha in questi giorni riportato l’ex “amico” di Maria De Filippi, Catello Miotto, nel mirino dei media. Il giovane, di origini napoletane e residente a Viterbo, è probabilmente noto ai più per il carattere rissoso e aggressivo esibito tra una piroetta e l’altra sul palco della De Filippi nel corso della terza edizione del programma Amici, carattere che gli costò a suo tempo l’espulsione dal suddetto reality con successiva riammissione. Terminati i giorni di gloria il ragazzo, oggi venticinquenne, si è guadagnato da vivere lavorando in una pizzeria. Ma il lungo periodo di anonimato è giunto alla fine la notte tra il 26 e il 27 febbraio, quando Catello, detto “Lello”, è stato arrestato dai carabinieri di Viterbo con l’accusa di stupro ai danni della ex moglie trentatreenne di un suo amico.
La sera in questione la donna era rimasta a casa dell’ex marito per badare alla bimba di sei anni, affidata in custodia al padre, mentre i due amici avevano programmato una serata in discoteca. Dopo un paio di birre si sono recati in un locale, dove gli addetti alla sicurezza hanno negato l’accesso a Catello perché in stato di eccessiva ubriachezza. Quindi l’amico si sarebbe offerto di riaccompagnarlo a casa per poi tornare al locale dove era atteso da altri amici. A questo punto Catello ha suonato alla porta dell’amico, chiedendo sue notizie alla donna, la quale nella speranza che si calmasse lo ha invitato a entrare e a fumare una sigaretta. E mentre la bimba dormiva in camera da letto, Lello ha cominciato a rivolgere pesanti avances alla donna, che dopo esser riuscita a divincolarsi lo ha invitato ad andar via, ma sulla soglia di casa, forse non troppo soddisfatto dell’esito della serata, le avrebbe chiesto almeno un bacio, e all’ennesimo rifiuto di lei, le si sarebbe avventato contro, violentandola. Nel frattempo l’amico è tornato a casa e, di fronte alla scena di Lello rannicchiato sulla ex moglie che tentava invano di divincolarsi, lo ha afferrato per il collo, trascinandolo in strada, divenuta teatro di un’animata rissa tra i due. Qualcuno ha chiamato il 112 e presto sono intervenuti i carabinieri. Catello ha tentato di giustificarsi non era uno stupro, lei ci stava, ma la testimonianza dell’ex marito della vittima e il referto medico dell’ospedale dove è stata ricoverata hanno inequivocabilmente smentito la sua versione.
Miotto è stato quindi condotto nel carcere di Mammagialla a Viterbo e tenuto in isolamento, finchè, dopo pochi giorni dall’arresto, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari a casa della madre a Torre Annunziata, in attesa del processo e di una sentenza.
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