Sin dall’inizio della vicenda sugli appalti truccati Guido Bertolaso ha sempre respinto le accuse, sostenendo di essere stato ingiustamente gettato nell’inchiesta avviata dalla Procura di Firenze, e definendo “fango” quanto diffuso sul suo conto, soprattutto in relazione ai presunti favori sessuali ricevuti per manipolare alcuni appalti. A quasi un mese dallo scoppio dello scandalo le indagini della Magistratura non si sono fermate, e nelle scorse settimane sono state rese pubbliche alcune intercettazioni dalle quali emergono elementi particolarmente interessanti.
È proprio in quel centro che, secondo l’accusa, si svolgevano i massaggi “erotici” di cui avrebbe beneficiato in cambio dell’assegnazione di alcuni appalti lo stesso Bertolaso. Il quale, però, ha tenuto a precisare che "Il Salaria Sport Village è frequentato da seimila persone", come a dire che non è un ambiente riservato, ma un luogo nel quale sarebbe difficile nascondere certe situazioni.
L’imprenditore Diego Anemone, a cui è riconducibile il centro, appare invece la figura principale nelle intercettazioni le quali, secondo il gip Rosario Lupo, non paiono “consentire interpretazioni diverse da quella che trattasi di prestazioni sessuali di cui il Bertolaso dovrebbe usufruire presso il centro benessere riconducibile all'Anemone; peraltro, l'occasione verrà sfruttata dal Bertolaso solo in un momento successivo".
Vengono in gioco prestazioni sessuali e passaggi di denaro, con la differenza che, mentre per le prime il gip parla di “certezza”, per i secondi si potrebbe parlare solo di “fondatezza”.
Secondo Lupo dalle intercettazioni “è emerso che lo stesso Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l’imprenditore Anemone con il quale spesso si incontra di persona. In previsione di alcuni di questi incontri Anemone si è attivato alla ricerca di denaro contante tanto che gli investigatori ritengono che abbia una certa fondatezza ritenere che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di denaro a Bertolaso”.
E ancora nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari si legge che “il tenore dei dialoghi intercettati induce a ritenere che il capo della Protezione civile abbia usufruito di prestazioni di natura sessuale e che per questo il gestore del Centro (Rossetti, ndr) abbia ingaggiato una donna che si e' intrattenuta con Bertolaso''.
Il punto centrale delle intercettazioni relative allo scandalo appalti è legato alla “cosa megagalattica” che Anemone avrebbe deciso di organizzare per Bertolaso con il gestore del Salaria, Rossetti. In pratica una sorta di mega festa voluta dopo aver incontrato il sottosegretario nel settembre 2008 e avergli comunicato i maggiori costi previsti per le opere legate al G8. L’imprenditore, infatti, poteva essere preoccupato della reazione del sottosegretario, e nel cercare di raccogliere denaro contante sarebbe ricorso persino all’insospettabile don Evaldo Biasini, impegnato in opere di solidarietà in Africa.
Sempre dalle intercettazioni emerge che la festa sarebbe stata però rimandata, per l’impossibilità di Bertolaso di essere presente nel giorno previsto. Il capo della Protezione civile, si ascolta nelle dichiarazioni registrate, in quella circostanza fa sapere di essere disponibile per un’altra occasione.
In sostanza i rapporti tra Bertolaso, Anemone e Rossetti, in quel settembre 2008, erano piuttosto intensi e frequenti, ed è su questi rapporti che la Magistratura sta lavorando intensamente.
Ma se i passaggi di denaro sembrano solo probabili, le prestazioni sessuali a favore di Bertolaso appaiono, secondo gli inquirenti, certe.
Le intercettazioni a riguardo sembrano piuttosto chiare nell’evidenziare la circostanza.
Ecco una parte delle intercettazioni a riguardo tra Anemone e Bertolaso:
"Sono Guido, buongiorno...Sono atterrato in quest'istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio, se Francesca potesse...io verrei volentieri...una ripassata". "Perfetto". "Perchè so che è sempre molto occupata...siccome oggi pomeriggio sono abbastanza libero, ti richiamo tra un quarto d'ora". (21 novembre 2008)
Il 14 dicembre 2008, in un centro sportivo probabilmente di proprietà di Anemone, secondo gli inquirenti, avviene una seconda prestazione sessuale, stavolta con una brasiliana, come premio dato dall'imprenditore al capo della Protezione Civile per essersi aggiudicato la fetta più importante degli appalti per i Mondiali di nuoto.
Il 17 febbraio, allo Sport Village, Bertolaso si trova a "fare terapia con Francesca", "per riprendermi un pochettino", "per uno dei soliti massaggi".
Entrano quindi in gioco la famosa Francesca, che Bertolaso ha sempre affermato essere nient’altro che la sua massaggiatrice preferita, e la brasiliana, di cui ancora poco è noto. Questioni tutte da approfondire, da analizzare, come quella della presenza nel centro anche di una delle figlie di Bertolaso, che usufruiva delle prestazioni del Salaria.
Tutto ciò mentre l’opposizione si scaglia contro il sottosegretario, a sua volta difeso strenuamente dal Governo e da Berlusconi in primis: “I magistrati si devono vergognare”, ha detto il Presidente del Consiglio, in uno dei suoi frequenti attacchi alla Magistratura. “La legge sulla Protezione Civile Spa va avanti e Bertolaso non si tocca”.
Sarà, ma i punti sui quali far luce sono tanti e delicati. Ed è necessario che si faccia chiarezza al più presto se si vuole salvaguardare la credibilità del sistema italiano.





Gomorra di Roberto Saviano