La facoltà di Chimica è quella che dà maggiori sbocchi lavorativi dopo la laurea. Secondo un’indagine recente svolta da Confindustria, è questo il percorso di studi che, nonostante la crisi e le grosse difficoltà che oggi hanno i giovani precari, riesce a garantire un’occupazione immediata e stabile. Il 90% degli studenti lo fa tra la fine del percorso e gli ultimi mesi prima della conclusione; quindi in tempi record, soprattutto se pensiamo che per Scienze politiche si scende al 46%. Sono questi i dati molto positivi che emergono dai dossier elaborati da Assolombarda e Federchimica in occasione della 18esima giornata nazionale Orientagiovani di Confindustria, che avrà luogo domani presso l'Hangar Bicocca di Milano.
Il Presidente di Federchimica, Cesare Puccioni, si ritiene molto soddisfatto: << In questo tipo di professione le persone non sono intercambiabili, quindi c’è bisogno di un’alta competitività e di grande preparazione >>. Quindi il 95% dei laureati che riesce ad ottenere un contratto a tempo indeterminato in tempi brevi è costituito da giovani rigidamente pronti a immetersi nel mercato del lavoro.
Inoltre anche il guadagno non lascia per niente a desiderare anzi, i professionisti del settore sono ben pagati e al di sopra della media degli altri laureati. Inoltre esiste anche un fondo di previdenza integrativa che contiene un altissimo numero d'iscritti e che garantisce un’ottima pensione futura. Stranamente i dati confermano che in Italia gli studenti che seguono corsi di chimica sono pochi rispetto alle medie europee. Ecco cosa ha dichiarato Confindustria dopo la pubblicazione dei dati: << Bisognerebbe orientare meglio i ragazzi su percorsi di studio concretamente spendibili nel mercato del lavoro, e quindi indirizzare risorse verso gli istituti tecnici e le facoltà tecnico scientifiche>>. Una dichiarazione che non fa di certo piacere all’ambito letterario-umanistico, in fermento per i continui tagli alla ricerca.
Tra le altre ragioni valide per poter scegliere Chimica come percorso di studi ecco cosa ci dice Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria per l’education: << La chimica è uno dei più grandi settori industriali e costituisce la base per uno sviluppo irrinunciabile del nostro Paese. Proprio per questo meriterebbe uno spazio più importante nelle scuole, sia in termini di quantità sia di qualità delle ore di studio >>.







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