Massimo Marrelli è il nuovo Rettore dell’Università Federico II. Alle elezioni che si sono tenute il 28 e 29 giugno tra le proteste dei ricercatori e dei docenti che si sono recati alle urne con un nastro nero legato al braccio, in segno di lutto per la morte della ricerca scientifica assassinata dalla manovra economica del 31 maggio scorso, Marrelli ha stravinto con il 64% delle preferenze.
Nonostante le proteste, le elezioni si sono svolte in un clima di serenità, almeno per Marrelli, che sembrava essere il favorito già da alcune settimane. Il vincitore, essendo Presidente del Polo delle Scienze Umane, ha potuto contare sull’appoggio delle facoltà gestite ma anche sulla Confederazione degli studenti - sedotta, probabilmente, dalla promessa di non aumentare le tasse universitarie - riportando, così, una vittoria schiacciante sugli altri due candidati Masi e Pavone. Il neo-rettore ha ottenuto ben 1150 preferenze su 1804 votanti, contro le 300 di Pavone e le 230 di Masi, le restanti 124 schede sono risultate bianche o nulle.
Marrelli - classe ’45, laureato in Giurisprudenza alla Sapienza e professore della Federico II dal 1980 – nello scorcio dell’anno accademico 2009-2010 e per i quattro anni a seguire cercherà di continuare il lavoro intrapreso dal predecessore Guido Trombetti, che è stato alla guida dell’ateneo per nove anni e che si è dimesso dalla carica per entrare a far parte della giunta Caldoro. Proprio da Trombetti, ora assessore regionale all’Università e alla Ricerca, sono giunti i complimenti al neo-eletto “Si tratta di un uomo di straordinario valore. Sono sicuro che sarà un grande Rettore. D’altro canto la qualità di tutti e tre i candidati in campo era una garanzia per la Federico II, qualunque fosse l’esito della competizione elettorale.”. A congratularsi è stato anche il Segretario regionale del PD, Enzo Amendola, che tra l’altro si è soffermato sulle tristi condizioni in cui versano le università italiane “A Marrelli spetterà guidare il più importante ateneo del Mezzogiorno e tra i più prestigiosi d’Europa in una fase difficile per il mondo della cultura e della ricerca. Il suo è un ruolo di grande rilievo e sono sicuro che saprà svolgerlo con equilibrio e dedizione.”






