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Convegno ‘Green Canada/Vert Canada/Verde Canada’, 7-10 settembre 2011

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L’AISC (Associazione Italiana di Studi Canadesi) ha organizzato e tenuto il convegno internazionale ‘Green Canada/Vert Canada/Verde Canada’, iniziato mercoledì 7 settembre a Fisciano, nell’Aula dei Consigli della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Salerno, e terminato sabato 10 settembre al Palazzo Mediterraneo dell’Università di Napoli ‘L’Orientale’.

La discussione, così come lascia intendere il titolo, si è focalizzata sull’importanza del colore Green in Canada, nonostante siano stati fatti ovvi rimandi al rosso quale colore predominante nella bandiera canadese; al blu, quale colore degli oceani e delle innumerevoli masse d’acqua; al bianco, quale colore della zona artica, degli orsi polari e della neve.

L’argomento, di grande attualità nel Nord America (e non solo), richiede un taglio interdisciplinare che tenga conto delle innumerevoli riflessioni possibili che aprono a tutta una serie di percorsi che s’intersecano e si differenziano allo stesso tempo.

Discorsi, riflessioni, spunti, commenti che offrono uno sguardo multidisciplinare su una nazione che è andata costruendosi e rappresentandosi il più delle volte proprio attraverso il verde, il colore delle prairies e della West-Coast forest; un colore altamente simbolico, dunque, che i partecipanti al convegno hanno però sapientemente evitato di riferire semplicemente alle immense estensioni naturali.

Dall’abstract preparato per i partecipanti dal professore ordinario di Lingua Inglese presso l’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’ Oriana Palusci, i presenti – professori e studenti - hanno potuto apprendere la direzione di alcuni percorsi: innanzitutto, il <<Green inteso come momento di riflessione alternativo rispetto alla dimensione delle grandi metropoli canadesi, quindi recupero del paesaggio delle praterie e delle rainforest>> (il green in tutte le sue sfumature, così come affermato da Bruce Braun, professore presso l’Università di Minnesota, è uno dei colori maggiormente utilizzati dalla pittrice Emily Carr,); il green, ampiamente valorizzato nella progettazione architettonica del paesaggio urbano; il green, come dimensione ecologica (ecologia ed ecocritica sono caratteristiche fondamentali dell’essenza canadese, sia pure con alcune contraddizioni evidenziate dalla stessa Palusci nel suo paper, quali ad esempio lo sfruttamento delle oil sands nell’Alberta); green con riferimento al mito dell’innocenza in Canada, contrapposto alla tradizione europea e correlato alla perenne presenza dei natives e alle leggende, come ampiamente evidenziato dalla scrittrice aborigena Louise Halfe, presente al convegno con un paper incentrato sulla propria cultura Cree; green, inteso come colore del periodo estivo legato al risveglio e all’abbondanza delle culture, in contrapposizione al white del lungo inverno e delle regioni del nord del paese, assolutamente inaccessibili; green che apre a riflessioni sulla sfera politico-economica, <<capace di favorire progetti che cercano di ricondurre lo sfruttamento delle risorse naturali in una prospettiva ecologista e portano alla condivisione pacifica di un territorio così vasto e variegato come è il Canada (in Canada esiste anche un Green Party, che nel 2008 ha portato all’elezione del primo Green MP, ma le preoccupazioni di una politica ‘verde’ sono largamente condivise)>>; green, infine, legato alla storia degli immigrati italiani che portano nei loro bagagli una tradizione rurale visibile e rivivibile nelle manifestazioni culturali legate alla loro terra di origine (in questo senso, illuminante è stato il discorso di Bruno Ramirez, professore di storia presso l’Université di Montréal, che ha mostrato un video sulla tradizione rurale della creazione dei carri di Sant’Anne de Prescott).

I vari approcci critici e metodologici ai vari campi del sapere (dall’ecocritica all’ecoturismo, dalle tradizioni rurali degli immigrati all’arte e all’architettura, dall’economia alla politica) hanno perciò dato spunti di riflessione applicabili al passato quanto al presente del Paese, aprendo a prospettive future.

Dato l’ampio ventaglio di percorsi, al convegno sono intervenuti studiosi di geografia - quali il già citato Bruce Braun ed il professore associato all’Università degli Studi di Milano Dino Gavinelli -, storici – Bruno Ramirez; il professore associato di storia nordamericana e direttore del North American Research Centre / Centre de recherche sur l'Amérique du Nord presso l’Università di Genova Massimo Rubboli; Gabriele Scardellato, direttore del Multicultural History Society of Ontario - e linguisti – Giuseppina Botta, esperta in Letteratura Inglese ed Americana; Mirko Casagranda, detentore di un PhD in Letterature Comparate presso l’Università di Trento; Carla Comellini, professore associato di Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università di Bologna; Carmen Concilio, professore associato di Lingua Inglese e di Studi Postcoloniali presso l’Università di Torino; Anna Pia De Luca, professore di Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università di Udine; Sabrina Francesconi, assistente professore di Inglese presso l’Università di Trento; Nicola Leporini e Isabella Martini, entrambi con PhD in Lingua Inglese presso l’Università di Pisa; Francesca Romana Paci, professore di Inglese e di Letteratura Postcoloniale presso l’università del Piemonte Orientale; Biancamaria Rizzardi, professore ordinario di Letteratura Inglese presso l’Università di Pisa; Monica Stellin, professore associato presso il Dipartimento di Lingue e Letterature della Wilfrid Laurier Univerisity di Waterloo, Ontario; Marina Zito, Professore di Letteratura Francese presso l’Università di Napoli ‘L’Orientale’; Anna Mongibello dottoranda in ‘Cultural and Postcolonial Studies in the Anglophone Countries’ presso l’Università di Napoli ‘L’Orientale’ -.

Inoltre, hanno partecipato Licia Canton, presidente dell’AICW (Association of Italian Canadian Writers); Graham M. S. Dann della Finnmark University College, il primo professore di turismo; Louise B. Halfe, scrittrice aborigena anche conosciuta con il suo nome Cree, Sky Dancer;  Eva Darias Beautell, dell’Università di Laguna, Tenerife; l’architetto del Politecnico di Milano, Marco Grassi.

Infine, ma di certo non ultimi, il professor Luigi Bruti-Liberati dell’Università di Milano e la prof.ssa Oriana Palusci – autrice del discorso iniziale e di quello finale sul tema del green in Canada – che fanno parte dello Scientific Committee del convegno e hanno reso questa impegnativa conference possibile.







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