Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa congiunto del Movimento Onda Anomala e del Partito Umanista Internazionale di Napoli.
Ieri notte a Largo Banchi Nuovi è stato portato a termine il secondo “attacco di Guerrilla Gardening”. Un folto gruppo di cittadini e di attivisti del Partito Umanista Internazionale di Napoli e del Movimento Onda Anomala, muniti di attrezzi da giardinaggio, fiori, piante e terriccio hanno cercato di dar vita all’anima verde di una delle piazze più degradate del centro antico di Napoli. Per tutta la notte hanno costruito fiorere con materiali di riuso, hanno zappato, piantato e annaffiato. La piazza è stata restituita ai nonni per passeggiare, ai bambini per giocare, alle mamme perparlare.
Questa azione rientra nel progetto Tiè – Terra In Espansione (http://tie.splinder.com) ed è uno dei numerosi gesti che si stanno mettendo in atto per donare un nuovo volto alla città. Per troppo tempo abbiamo vissuto nella cultura della delega lasciando che la gestione degli spazi comuni, vitali e necessari alla crescita e all’evoluzione sociale e personale dell’essere umano, fossero mal gestiti dalle istituzioni preposte e deturpati dalla mancanza di una sensibilità al pensiero collettivo da parte della popolazione. E per tutto questo siamo fermamente convinti che, proprio a partire da piccoli gesti – come quello della Guerrilla Gardening - si possa mettere in pratica un’alternativa concreta.
Crediamo che la gestione degli spazi comuni debba prevedere la cooperazione attiva tra le istituzioni e la cittadinanza al fine di migliorare la Vita di tutti coloro che usufruiscono di questi luoghi.
Il senso di questa azione quindi sia quello di riqualificare e rivalutare lo spazio urbano con il quale interagiamo quotidianamente, sia di stimolare i cittadini alla partecipazione, al mantenimento e alla cura di quelle stesse aree. Inoltre attraverso tale progetto vogliamo provocare interesse verso la grave situazione ambientale e sanitaria in cui da anni si ritrova la nostra regione causata da numerosi e svariati motivi tra cui: quintali di rifiuti tossici scaricati illegalmente nei nostri campi, discariche stracolme di rifiuti urbani e non, l'inceneritore di Acerra. Vorremmo sottolineare che a peggiorare questo drammatico scenario si aggiungono non solo le false soluzioni proposte in anni di pseudo-emergenza, ma soprattutto l'assenza totale di politiche di bonifica e riqualificazione del territorio. Siamo convinti che in questo contesto un reale e possibile cambiamento debba partire dal costante impegno di chi vive questa terra.
In definitiva il nostro progetto mira ad aggiungere un piccolo tassello alla costruzione di una risposta concreta all’esigenza di impiantare, coltivare, innaffiare quella cultura di Democrazia Partecipata che ci piacerebbe veder nascere e fiorire nel nostro Paese.






