Ieri mattina le pistole della periferia di Napoli hanno ruggito ancora, a Giugliano, sotto la luce del sole, tra lo sguardo impotente di tutti. Hanno sbranato un'altra esistenza con quella semplicità che svilisce ogni pensiero sulla vita e il suo senso. Rosario Tripicchio si è accasciato sull'asfalto per non rialzarsi più. Dopo quelle urla di lui rimane solo il corpo trivellato e la fedina penale che parla di droga, rapine e malavita. Un malvivente dunque, un poco di buono; è stato quasi sicuramente ucciso dai suoi simili e a noi non resta che accertarne la scomparsa, come se fosse un numero, un tassello da statistiche.
Certo la vita che ha condotto, Rosario, se la sarà scelta da se e con quella, forse, si è scelto anche la morte. Ma come è giunto a quelle decisioni? Quali erano le sue idee? Qual è stata la sua infanzia? Troppe domande, non c'è tempo; e poi le risposte a cosa servirebbero? Forse restituirebbero un po' di dignità a quel corpo senz'anima, ma non c'è tempo, bisogna passare al prossimo che potrebbe sta morendo in qualche vicolo più in la, o dall'altro capo della strada, a Melito, tra i vivai e le statue di Padre Pio.
Bisogna essere concreti, parlare dei fatti ed eccoli qua: Rosario Tripicchio è morto a 31 anni, ucciso da più di dieci colpi di pistola. I suoi sicari lo aspettavano sotto casa. Uscito dal palazzo, il 31enne si è diretto verso la sua auto, ma si è presto accorto della fine che stava rischiando di fare così è fuggito a piedi. Stava provando a rifugiarsi in una pizzeria quando il primo colpo lo ha raggiunto.
L'inseguimento si è svolto in via San Vito, arteria percorsa ogni giorno da centinaia di persone che si recano alla stazione Metrocampania. La vittima, secondo quanto confermato dai carabinieri, aveva precedenti per rapina e droga ed era considerato vicino al clan della zona. Il 31enne era di Scampia, quartiere della periferia di Napoli, ma da tempo abitava a Giugliano. Giunti sul posto i carabinieri e i vigili urbani hanno chiuso la strada al traffico.
Le indagini dei militari dell'Arma, coordinati dal capitano Francesco Piroddi, fiutano gli ambienti criminali di Scampia, il tristemente noto quartiere alle porte di Napoli dove è cresciuto lo stesso Tripicchio. I soccorsi sono giunti prontamente sul posto, ma non hanno potuto fare altro che costatare quanto era già noto a tutti i presenti: la morte a sangue freddo del 31enne Rosario Tripicchio.






