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Governo Monti: chiudere un'epoca e proporre una svolta. Un'analisi critica

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Alla luce della rivoluzionaria svolta politica e delle dimissioni di Silvio Berlusconi dalla Presidenza del Consiglio, l'investitura conferita a Mario Monti dal Presidente Giorgio Napolitano propone una serie di spunti per l'analisi critica relativa alle dinamiche che hanno condotto l'Italia in queste acque e delle relative soluzioni future di intervento.

Innanzitutto, politicamente parlando, è rilevante sottolineare come appaia assolutamente difficile capire cosa abbia messo il punto alla stagione berlusconiana, visto che non si può indicare con certezza una precisa ragione, uno specifico provvedimento politico, un determinato scandalo giudiziario, una ulteriore diatriba partitica che abbia deciso le sorti del Governo appena caduto.

Di sicuro i mercati finanziari lo hanno messo alle strette, ma nello specifico la sensazione è che sia stata un'ingerenza esterna al nostro Paese a determinare una rottura irreparabile.

Al momento la nomina di Mario Monti pare esserne la prova, visti i suoi passati e recenti incarichi.

Uomo da sempre stimato in ambito europeo, è già stato membro della Commissione di Lord Roll per l'indipendenza della Bank of England in Inghilterra nel 1993 e di quella Attali per lo sviluppo economico in Francia, nominato nel 2007 da Sarkozy.

Ma anche ai poteri forti del mondo bancario e della finanza, soprattutto per le sue eccellenti competenze in materia economica, come attestano la sua carica di advisor internazionale di Goldman Sachs, banca d'affari statunitense, e di European Chair per la Commissione Trilaterale, organismo fondato da David Rockfeller nel 1973 per coordinare le iniziative economiche di Nord America, Europa e Giappone.

E risulta naturale domandarsi quanto sia coerente con le cronache della crisi economica recente ed ancora in pieno sviluppo affidare le sorti del nostro Paese alle decisioni di un rinomato e noto esponente proprio di quel mondo che ha determinato l'emergenza internazionale.

Monti non ha ancora espresso chiaramente e nel dettaglio il programma politico ed economico, ma l'intenzione è quella di rispettare i punti evidenziati dalla famosa lettera della BCE inviata al precedente Governo, con l'aggiunta di una manovra ulteriore da circa 25 miliardi di euro.

Ma qualcosa è trapelato e pare sia logico prevedere una serie di nuove tasse per i cittadini italiani.

Innanzitutto una tassa patrimoniale ed il ripristino dell'ICI, con entrate per lo Stato pari a 3,5 miliardi di euro circa, oltre ad un ulteriore tassazione sulla casa (che viene definita “alla francese”, con riferimento alla taille che i Re fino all'epoca moderna applicavano ai proprietari di terre, nobili esclusi) ed alcuni aumenti su altri beni, come ad esempio i carburanti.

Si parla, inoltre, di una serie di misure contro l'evasione con controlli per trasferimenti di denaro anche di poco conto (si parla di tracciare spostamenti fino ad un minimo di 300 euro).

Inoltre il finanziamento della manovra passerebbe anche per dismissione del patrimonio statale ed una serie di liberalizzazioni e di apertura alla privatizzazione delle società municipalizzate italiane.

Pare che a pagare saranno ancora una volta i lavoratori dipendenti, insomma, ma si parla solo di scelte plausibili.

Toccherà capire cosa verrà proposto al Parlamento, il quale vive politicamente una situazione alquanto imbarazzante.

La nomina di Monti è stata accolta a braccia aperte un po' da tutte le forze di opposizione, ed il Partito Democratico dovrà decidere in che qualità affrontare le proposte del nuovo Presidente del Consiglio, il quale non si discosterà dalle intenzioni di quello precedente di centro destra nel perseguire gli spunti giunti dalle istituzioni europee, oltre ad una serie di interventi particolarmente gravi per i cittadini.


Ciò che è sembrato inevitabile è la scelta di un Governo tecnico da parte del Capo dello Stato alla luce delle pressioni dei mercati e dello spread con i titoli di Stato tedeschi, ma ci si aspetta che il Presidente faccia salvi i buoni propositi di equità sociale degli interventi auspicata da Mario Monti stesso affinchè vengano fedelmente rispettati.




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Frenk Schiavone

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