Tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. Questa è la frase che campeggiava sul muro della Animal Farm di Orwelliana memoria. Ad oggi potremmo parafrasarla: la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale rispetto agli altri.
Gli onorevoli proponenti e votanti mal tolleravano gli intoppi creati dal codice della strada: si può rischiar mai che ad un autista di auto blu venga ritirata la patente? No, naturalmente. Tuttavia, l’idea che il rischio si eviti guidando come tutti i comuni mortali non ha sfiorato le altissime, purissime, parlamentarissime menti. Al di là del dispregio dei principi fondamentali delle leggi italiane (dalla Costituzione ai regolamenti di condominio) questa legge è un paradosso: io passeggero autorizzo te autista a scorrazzare per le vie della città , della regione, del Paese, infischiandotene delle regole del codice e mettendo così, ope legis, a rischio la mia stessa incolumità.
Cosa c’è da fare? Inchiniamoci a cotanta genialità.







Commenti
Non dico che lo spero, ma quasi. A quel punto si farà un "decretino" in cui si dispongono regole più severe PER TUTTI i cittadini che hanno la patente.
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