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Super Mario Monti alla conquista degli Usa

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Se si eccettuano gli incontri a tre con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, la due giorni di Mario Monti negli Usa è stato il primo viaggio ufficiale del nostro Premier dal momento del suo insediamento di circa tre mesi fa. 
 

E non è stato un caso che quella americana sia stata una delle prime tappe. Il Professore infatti, si è recato proprio ieri a Wall Street e nella sede di Bloomberg, prima piattaforma finanziaria al mondo, dove ha incontrato importanti investitori e personaggi della borsa tra cui anche George Soros. Alla fine, uscendo, si è dichiarato davvero fiducioso, perché convinto di stare convincendo i mercati: «L'atteggiamento positivo verso la serietà dell'Italia nell'affrontare i problemi può spingere, così come sta già avvenendo, gli investitori internazionali a tornare sui titoli italiani», ha detto. In barba al contemporaneo annuncio di Standard e Poor’s di declassare 34 istituti bancari del nostro paese: «È in gran parte un effetto atteso di precedenti decisioni», ha glissato.

E l’incontro tra Monti e Obama è stato qualcosa di diverso e inedito rispetto agli incontri bilaterali degli ultimi anni tra Usa e Italia. La scena del caminetto con il presidente americano e l’ex presidente della Bocconi è molto lontana da quelle in cui Silvio Berlusconi si faceva fotografare sorridente con George Bush nella tenuta di campagna del Texas, o di quella in cui, sempre il Cavaliere, augurando buon lavoro al primo presidente nero degli States, lo definiva ‘un po’ abbronzato’.

E non era mai successo nemmeno che il Time dedicasse un’intera copertina a un nostro Premier prima di un suo viaggio negli Usa: “Può quest’uomo salvare l’Europa?” c’era scritto a caratteri cubitali, mentre sullo sfondo campeggiava il faccione serioso di Mario Monti. Che aveva pure rilasciato un’intervista video apparsa proprio sul sito del Time in cui aveva sprizzato fiducia da tutti i pori: “Non solo l’Europa si salverà, ma anche altri paesi entreranno nell’unione monetaria. Ora è il momento di una strategia per la crescita europea”, aveva detto.

E l’altro ieri anche Barack Obama aveva rilasciato delle importanti dichiarazioni in un’intervista concessa a La Stampa, quotidiano di proprietà della famiglia Agnelli. Il presidente americano si era mostrato davvero entusiasta del nuovo governo italiano e vedeva in Monti un importantissimo interlocutore, convinto come è che <<il destino degli Usa e dell’Europa sono legati a doppio filo>> e che il sostegno europeo sarà necessario per gli Usa non solo per superare la crisi delle economie dell’Occidente, ma anche per trovare una soluzione alle questioni che riguardano Siria e Iran, senza dimenticare la delicata transizione in Afghanistan e nei paesi nordafricani.

La ‘benedizione’ più influente dell’incontro tra Italia ed Usa è arrivata però da Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrisler, che proprio ieri sera, aveva seguito il Premier italiano al Peterson Istitute of Economic e, a margine del suo intervento, aveva detto: <<Senza questo governo ritorneremmo alle caverne>>. 

E si spera che Marchionne perdonerà Obama se si era dimenticato in quella stessa intervista rilasciata alla Stampa, proprio organo della famiglia Agnelli e dunque della Fiat, di citarlo tra quegli italiani che onorano gli States con il loro successo. Aveva fatto persino i nomi di Danilo Gallinari e Marco Belinelli, giocatori della Nba.  

Insomma sembra andata proprio bene la prima ‘visita guidata’ di Mario Monti negli Usa. Lo si può capire anche da come sono cambiati i toni del Time che solo tre mesi fa dedicava una copertina a Silvio Berlusconi, con una scritta non proprio rassicurante: “L’uomo che sta dietro l’economia più pericolosa al mondo”. Forse perché nel frattempo l’Italia è diventata parte della soluzione, smettendo di essere il problema.  


 

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Frenk Schiavone

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