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Costa Concordia: un parere tecnico sulla vicenda

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Processi mediatici, giudizi affrettati, persone che puntano il dito: è questa la situazione dopo una settimana dal naufragio della nave da crociera Costa Concordia avvenuta la notte tra venerdì e sabato scorso lungo le coste dell’Isola del Giglio.

 

Tanti i punti di vista e le ipotesi dell’incidente che conta per ora 12 morti e 23 dispersi su una nave con più di quattromila persone a bordo.

Noi de il Levante abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il Capitano di Lungo Corso Sandro Poma,  61 anni attualmente in pensione, per avere un parere tecnico ed avere l’opportunità di chiarire alcuni dubbi sull’evento, e venire a conoscenza di elementi che solo un uomo di mare conosce.

 

 Comandante, la nave Costa Concordia tecnicamente a che distanza avrebbe dovuto trovarsi rispetto alla Costa italiana e quella dell’isola?
 

A distanza di sicurezza: 1°) tale da permetterle di navigare senza mai toccare IL fondo  2°) di avere abbastanza fondale per effettuare qualsiasi manovra per prevenire abbordi  in mare 3°) tale da non arrecare danno alcuno, durante il passaggio, alle cose o alle persone.
 

E’ possibile, come ha dichiarato il Comandante Schettino, che sulle carte nautiche non era segnalata la presenza degli scogli dove ha impattato la nave?
 

Nel 1600 si, oggi la cartografia marittima, cosi come qualsiasi altra cartografia ufficiale, viene fatta e aggiornata mediante complessi e sofisticatissimi rilievi satellitari che garantiscono una precisione millimetrica. (Non dimentichiamo che lo shipping è la base dell’industria globalizzata e contemporaneamente la più globalizzata di tutte le industrie e quindi è di rilevantissima importanza garantirne la sicurezza).
 

In caso di difficoltà durante la navigazione, quali sono le prime procedure che is devono svolgere?
 

La condotta della navigazione viene effettuata seguendo regole internazionali dettate dalla SOLAS (Convenzione internazionale per la salvaguardia Della vita umana in mare)  a dal SMS (safety management system) che dettano le procedure generali da seguire. Naturalmente, ogni  Compagnia di Armamento stabilisce regole interne, in accordo con le regole internazionali, a secondo delle politiche gestionali adottate.
 

Come si potrebbe spiegare l’allarme dopo un’ora dall’impatto?

Non ho elementi per rispondere adeguatamente, però credo sia comprensibile che prima di ordinare l’abbandono di una nave qualsiasi, un comandante deve essere assolutamente convinto (in base agli eventi, le informazioni e I rilievi tecnici) che la nave stessa sta per essere persa e  rimanere a bordo risulta essere un pericolo maggiore dell’abbandono stesso.
 

Secondo lei, si potrebbe dire che le procedure effettuate siano state corrette?
 

Domanda da un miliardo di dollari: Tutto è certamente nato da un grave errore umano per altro compiuto dal massimo esponente di bordo, immaginate l’abbattimento e il disorientamento di tutti i sottoposti di fronte a informazioni frammentarie e controverse di un disastro di proporzioni sempre crescenti, di notte  al buio e con IL panico di 4000 passeggeri. Certamente molte cose sono andate storte ma non me la sento di affermare che  le procedure non siano state corrette.   
 

Risulta difficile pensare che una nave di queste dimensioni sia potuta affondare così velocemente, quale potrebbe essere stato IL punto debole?
 

E’ il medesimo problema verificatosi col Titanic: il taglio prodotto all’opera viva dello  scafo è di dimensioni tali che il quantitativo di acqua che entra è di gran lunga superiore alla portata di qualsiasi sistema di esaurimento installabile su di una nave, inoltre il black out verificatosi credo ne abbia anche compromesso il regolare funzionamento.
 

Qual è il suo parere tecnico sulla vicenda…
 

Alcune pratiche cosi dette “turistiche” vanno evitate sempre,  specie di notte quando è più difficile avere la corretta percezione del pericolo
 

Quali, se ci sono state, potrebbero essere le eventuali colpe del comandante?
 

La più evidente è sicuramente la pratica dell’inchino all’isola: pericolosissima e praticata in modo assolutamente maldestro, il resto è tutta una conseguenza: tenete in debita considerazione lo stato d’animo di un uomo che in un istante perde tutta la sua vita, da splendido diventa incapace.
 

L’articolo 1097 del Codice Della Navigazione dispone che il comandante della nave deve essere l’ultimo ad abbandonarla. Si può parlare di violazione dello stesso da parte di Schettino secondo lei?
 

L’etica professionale e il dovere morale impongono al comandante di mettere in salvo tutte Le vite umane prima di abbandonare lui stesso la nave. Tutti i comandanti portano in fondo al cuore questa certezza. Siamo certi che il comandante della Concordia, prima di andare via, avesse ricevuto informazioni diverse?

 

Commenti  

 
#2 L'informazione di Stalin 2012-01-25 17:17
La mia domanda é: Perché non avendo ancora notizia dell'inchino si é prodigato tanto clamore sulla viltà di Schettino? Non é libertà di parola é l'incubo parassitario un'insostenibile gratuità sia stata per "alleggerire" l'inchino é inverosimile perché di Schettino non ce ne f....
 
 
#1 domanda 2012-01-23 15:32
io al Comandante di lungo corso avrei chiesto di che tipo di strumentazioni di bordo è dotata una nave così moderna. Secondo me, i computer di bordo sono in grado di prevedere se vi è un ostacolo sulla rotta, calcolare i tempi dell'impatto e anche deviare per evitare la collisione.
Come minimo deve suonare la plancia come una discoteca.
Questo strumentazioni, se c'erano, erano disattivate?
 

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