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Fiducia al Governo, Berlusconi incassa il sì della Camera. Domani il voto in Senato

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Il governo incassa il sì della Camera alla fiducia: 342 i favorevoli, 285 i contrari e solo 3 gli astenuti. Domani la palla passa al Senato, dove, salvo clamorose sorprese, il governo otterrà il sì decisivo per varare il Governo Berlusconi V. Martedì sarà invece la volta della formalizzazione di Futuro e Libertà come nuovo gruppo politico. Alla fine, quindi, i finiani hanno votato compatti con la maggioranza, ma è chiaro che sarà una fiducia a tempo. La giornata di lavori alla camera si è protratta dalle 11 di stamane alle 19.30 circa di stasera, quando è stato formalizzato il risultato.

Berlusconi comincia il suo discorso alla Camera esaltando la legittimazione reciproca tra governo ed opposizione citando Piero Calamandrei, giurista antifascista e padre della Costituzione repubblicana, quella che il centrodestra sta tentando di stravolgere e che Berlusconi considera redatta sul modello di quella sovietica, con le cui regole governare oggi sarebbe un inferno, come disse in tempi non sospetti. Il discorso continua sobrio, lontano dai toni violenti usati di solito da Berlusconi in quella che dovrebbe essere la dialettica politica quotidiana, ma che Berlusconi ha trasformato in una guerra tra amore e odio, a colpi di dossier e delegittimazione integrale degli avversari. Vengono esaltate le elezioni del 2008, in occasione delle quali maggioranza e opposizione realizzarono un riconoscimento reciproco,  diversamente da quanto accadde in occasione delle elezioni del 1996 e del 2006 quando Berlusconi perse e si mise a gridare al broglio elettorale, cominciando immediatamente a svilire la vittoria degli avversari.

Parlando della scena internazionale, Berlusconi rivendica un ruolo da protagonista, fermamente convinto di avere fatto fare la pace tra Russi e Americani. I primi boati arrivano quando Berlusconi sottolinea di essersi battuto per i diritti delle donne. Tra le urla si distinguono solo alcune parole come escort e veline.

Berlusconi ha poi invocato la tutela alla alte cariche dello Stato, un modo velato per invitare il Parlamento a metterlo al riparo dei processi che lo riguardano, attraverso una rapida approvazione del Lodo Alfano bis, tuonando contro l’uso politico della giustizia e chiarendo, di fatto, che la giustizia dovrebbe sottostare alla politica: la giustizia costituisce un elemento di squilibrio tra ordini dello stato, e sarebbe un dovere della politica ristabilire il primato che le viene dalla volontà popolare. Nessun passaggio sul Legittimo impedimento, al varo della Corte Costituzionale nei prossimi giorni. Berlusconi ha poi tentato di alleggerire la pillola della separazione delle carriere tra giudici giudicanti e pubblici ministeri assicurando maggiori investimenti nella giustizia, promettendo tra le altre cose una fantomatica digitalizzazione dei tribunali.

La vicenda Fini, che non viene mai nominato e mai viene degnato di uno sguardo seppure distante pochi metri, viene liquidata con un laconico sono sorte divergenze ma tanto tutto si sistema, del resto la mia stessa indole personale è sempre stata aperta al confronto e all'apporto di contributi diversi. Seguono cori da stadio tra i quali anche qui si distinguono alcune parole come dossier e Montecarlo.

Applausi da entrambe le parti sul ringraziamento ai militari italiani in Medioriente e sul ricordo del tenente Romani, caduto in guerra lo scorso 17 settembre. Segue una lista deirisultati raggiunti dal governo, con un breve accenno al quoziente familiare, poco simpatico al ministro Tremonti, seduto alla destra del presidente, e caro invece a Casini, che comunque non applaude, e alle leggi proibizioniste sulla bioetica, come il divieto alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, spacciate per difesa della vita, concetto che Berlusconi ha ritenuto opportuno ripetere circa quattro volte, facendo appello a coloro i quali avessero la stessa sua concezione della vita e della famiglia, segue un silenzio imbarazzato. Rapido e indolore, invece, il passaggio sul federalismo, considerato dal presidente come la cerniera del Paese, conveniente soprattutto per il Sud. Proprio a proposito del Mezzogiorno, immediatamente dopo che Berlusconi ha annunciato il completamento della Salerno Reggio Calabria entro il 2013, è partita una gran risata che ha sovrastato le parole del presidente, il quale, fermatosi, ha aggiunto uno schietto va be, ci sono dei lavori in corso. Tutto questo nel giorno in cui la commissione parlamentare di competenza ha bloccato i fondi per i cantieri. Poi ha subito assicurato che il progetto esecutivo del ponte sullo Stretto sarà messo a punto entro dicembre. A proposito di Sud, nessun accenno all’emergenza rifiuti, che proprio in queste ore sta riesplodendo a Napoli. Nessun accenno al terremoto che ha colpito L’Aquila lo scorso aprile e sulle lentezze della ricostruzione, niente sul G8 e su Alitalia, come se questi avvenimenti non avessero mai preoccupato il governo, soprattutto nella prima fase della legislatura. Nessun applauso da parte di Fli, UDC e centrosinistra, nessuna replica secondo Bersani: è incommentabile, l’avete sentito anche voi. Non so in che Italia viva.

Commenti  

 
#2 2010-09-30 04:35
Essenziale, preciso e, nello stesso tempo, chiaro,semplice e completo! Ottimo! sembra di essere stati lì, testimoni di quello che è successo e di quello che è si è detto.Il mio commento al discorso di Berlusconi, quindi, è lo stesso di Bersani.
 
 
#1 2010-09-29 19:45
Berlusconi Florida.
 

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