Il leitvmotiv dell’amministrazione firmata Luigi De Magistris è rivoluzionare la città, anche culturalmente. E così ieri 13 febbraio il Consiglio Comunale partenopeo ha approvato la proposta avanzata dall’assessore alla Pari Opportunità Pina Tommasielli sul “registro per le unioni civili”. Grazie l’approvazione della delibera, in pratica, verrà istituito un registro amministrativo delle unioni civili presso il Servizio Anagrafe del Municipio, “che non avrà alcuna interferenza o realzione con i registri anagrafici e di stato civile o alcuna connessione con l’ordinamneto anagrafico e di stato civile”- almeno così ha assicurato l’assessore Tommasielli.
Sono pregne di entusiamo anche le parole del sindaco De Magistris, che ha dichiarato a proposito: “Stiamo scrivendo una pagina storica. E’ un messaggio molto importante della città che è una culla della civilità giuridica in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione”. Ha commentato, pure positivamente, la delibera per l’istituzione del “nuovo servizio comunale” l’assessore alle politiche sociali D’Angelo: “E’ compito delle istituzioni garantire alle persone i diritti civili e sociali senza discriminazioni di sorta anche nei confronti di coloro che affidano i propri progetti di vita di convivenza, come le unioni civili o le unioni di fatto, diverse dalla famiglia”. Il gruppo Idv al consiglio comunale, poi, ha sottolineato con una nota del capogruppo Franco Moxedano “la piena soddisfazione per l'approvazione della delibera relativa all'istituzione del Registro Amministrativo delle Unioni Civili. Il consiglio comunale ha scritto un'importante pagina, per la discussione svoltasi con molti spunti interessanti, nel rispetto delle coppie, superando ogni discriminazione e costruendo presupposti di pari opportunità e di libertà. Il gruppo Idv rispetta le opinioni divergenti, scaturite dal dibattito in aula su una materia così importante dove incide la coscienza di ogni singolo consigliere”.
Astensione si è registrata, invece, dalla rappresentanza comunale del partito Futuro e Libertà: “ci sono diritti negati che creano disparità nella nostra società e occorre un intervento urgente del legislatore per porre un rimedio. Un registro comunale non può da solo rimuovere queste disparità e istituirlo senza opportuni approfondimenti rischia di generare solo confusione” – così il capogruppo di Futuro e libertà per l'Italia al Comune di Napoli, Andrea Santoro. “In particolare la delibera della giunta ha voluto mettere dentro alla stessa problematica casistiche molto diverse – ha aggiunto Santoro - dalle coppie etero ed omosessuali legate da vincoli affettivi alle unioni civili di persone che si danno mutua assistenza morale o materiale. In questo modo si andranno a mettere sullo stesso piano la coppia gay con l'anziano accudito da una badante. Nel merito della questione, se è vero che la omosessualità è una inclinazione naturale, è vero anche che essa si manifesta in concreto nell'ambito della libertà individuale e questa libertà individuale non deve diventare egoismo. Del resto, riconoscere diritti non può e non deve significare la messa in discussione di alcuni capisaldi che vanno oltre il diritto stesso: nel corso della storia anche in Italia si sono avute varie forme di famiglia, da quella allargata alla più recente mononucleare. Altre ce ne potranno essere. Ma alla base vi sarà sempre la famiglia naturale, un uomo ed una donna uniti dalla finalità della procreazione e della crescita della prole. E che nel nostro Stato è istituita attraverso il matrimonio. La sfida più grande è riuscire a non mettere in competizione il matrimonio con le altre forme di aggregazioni sociali che noi vogliamo andare a riconoscere e tutelare”.
“Esprimere parere negativo su una mozione che non fa altro che ribadire alcuni principi costituzionali sanciti dagli articoli 29, 30 e 31 denota, da parte di questa maggioranza, scarsa propensione al dialogo e scarsa tolleranza, non interpretando al meglio il desiderio di integrazione alla base della proposta dell'istituzione del Registro delle unioni di fatto. Spiace che l'opposizione di centrodestra si sia trovata da sola ad opporsi in aula a chi, voglia strumentalmente attaccare la famiglia naturale e non solo rappresentare i diritti dei conviventi. Il terzo polo ancora una volta è stato accondiscendente, astenendosi su una mozione che aveva ad oggetto semplici principi costituzionali tendenti a tutelare la famiglia naturale”. Così i consiglieri Lanzotti, Moretto, Guangi, Castiello, Nonno, Mundo, Mansueto e Palmieri a margine dell'esito sfavorevole della votazione in aula di una "mozione in tema di famiglia".






