Un documento ufficiale inviato a tutti gli Assessori ha scatenato una ridda di proteste da parte del personale e dei sindacati di tutte le sigle del Comune di Napoli, una volta tanto uniti e compatti: l’Assessore al Bilancio del Comune di Napoli Realfonzo, con un testo di poche pagine, ha proposto di rivedere in diminuzione gli stipendi, le indennità, gli straordinari e quant’altro vada a rappresentare le entrate dei dipendenti del Comune di Napoli, scatenando le piccate risposte dei dipendenti stessi e dei loro sindacati, scesi sul piede di guerra ed intenzionati a dare battaglia.
Il progetto di Realfonzo, mirato a suo dire a contenere la spesa dei dipendenti per il Comune eliminando quelle voci che non rappresenterebbero voci necessarie o pienamente dovute, non risparmia nessuna categoria e prevede tagli ai dirigenti, agli impiegati, fino alle maestre d’asilo, per le quali, tra l’altro, si prevedono aumenti d’orario e diminuzione di stipendio.
Immediata la reazione dei sindacati, con in testa la CGIL, che parla di “attacco antidemocratico ai redditi più bassi, soprattutto in una situazione come quella che attualmente il paese sta vivendo, socialmente tanto deficitaria e complessa”. Più cauta la presa di posizione dell’Assessore al Personale Bernardino Tuccillo, che ridimensiona la proposta di Realfonzo e conferma che al momento nessuna decisione è stata ufficialmente assunta e che, comunque, qualunque sia la posizione del Comune, essa non potrà fare a meno di un preventivo confronto con le forze sindacali.
Certo è che la proposta dell’Assessore Realfonzo non sembra un semplice esercizio contabile, perché è articolata in modo da affrontare tutte le multiforme facce degli appannaggi del personale del Comune, dall’orario di servizio ai rientri pomeridiani, dai ticket dei buoni pasto agli straordinari, dalla rotazione all’obbligo di “timbrare il cartellino” da parte anche dei dirigenti, per i quali si prevede anche l’abolizione del ticket, oggi articolato su uno per ogni due giorni.
Le motivazioni che l’Assessore pone alla base del suo progetto, in effetti sono di natura squisitamente economica e vertono sulla possibilità, per il Comune, di giungere con i tagli previsti all’abbattimento di spese, da lui giudicate “superflue se non inutili”, che sfiorerebbero i 26 milioni di euro.






