La classifica dell’edizione 2011 del Governance Poll, l’indagine che l’Istituto di ricerca Ipr Marketing ha realizzato per Il Sole 24 Ore sul gradimento degli amministratori locali, presenta qualche sorpresa.
Gli elettori sono stati chiamati a rispondere alla domanda-chiave rivolta loro da Ipr Marketing: “Se domani ci fossero le elezioni, voterebbe a favore o contro l’attuale sindaco?”. Sicuramente, rispetto a questa indagine, la Campania è uscita vincitrice. Infatti, sul podio della classifica ci sono due sindaci campani: il napoletano Luigi De Magistris e il salernitano Vincenzo De Luca. Il sindaco di Napoli, in particolare, conquista il primo posto, registrando il maggiore gradimento in Italia tra i primi cittadini con il 70%. Un risultato così soddisfacente per Napoli fu espresso dai cittadini partenopei solo nel 1995, quando l’allora sindaco Antonio Bassolino raggiunse l’88% di gradimento. Secondo in classifica, il giovane amministratore cagliaritano Massimo Zedda con il 66%. Al terzo si posiziona il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca con il 65%, reggendo così il confronto con il risultato dell’anno scorso. A “condividere” la terza posizione ci sono anche il sindaco di Bari Michele Emiliano e il veronese Flavio Tosi.
Perde consensi il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che l’anno scorso occupava il primo posto e oggi si staziona intorno a metà classifica. I risultati della suddetta classifica devono essere, però, anche letti in chiave politica. Né Pd né Pdl si possono dire soddisfati. Infatti, ha vinto -in questa panorama di apprezzamento dei sindaci- non esponenti di partito tour court ma portatori di quella “rivoluzione arancione” che da nord a sud ha attraversato l’Italia (De Magistris e Zedda soprattutto) e che il Pd ha supportato perché la spinta elettorale l’ha reso inevitabile. Allo stesso filone appartiene Giuliano Pisapia, che però registra meno favori, probabilmente a causa di una “super –austerity di bilancio”: infatti, il sindaco si ferma al 51,5%. Anche Michele Emiliano e Vincenzo De Luca hanno costruito il loro consenso politico in questa direzione, anticipando i colleghi al vertice e combattendo con le critiche del partito d’appartenenza (Pd).






