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Patto di Stabilità, 70 milioni di euro per il Comune di Napoli

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Annunciato in una conferenza stampa presso la sala della Giunta di Palazzo San Giacomo il “traguardo” raggiunto dal Comune di Napoli nel rispetto del Patto di Stabilità, che ha portato nelle casse 70 milioni di euro, già destinati per opere pubbliche.

La notizia è stata fornita dallo stesso Sindaco Luigi De Magistris (IdV), martedì 10 gennaio, alla presenza dell’assessore al Bilancio, nonché docente d’economia, Riccardo Realfonzo, nel corso di una conferenza stampa lanciata proprio per esporre questo ed altri aspetti relativi alla gestione economico-finanziaria del Comune.

L’ex magistrato, ora a capo della Giunta Partenopea, può tirare una boccata d’aria utilizzando questo denaro “per pagare i lavori pubblici in corso”. Soldi ora ricevuti, ma già precedentemente impegnati, considerando anche i debiti che da anni mettono in crisi l’amministrazione del Comune. Difatti il Consigliere Domenico Palmieri, capogruppo di Liberi per il Sud, sostiene che “più che un tesoretto, quello accumulato dall’amministrazione comunale è un debito non pagato, ora diluito, ma da saldare con gli interessi”.

L’assessore Realfonzo ha infatti spiegato che tale denaro servirà “a pagare le imprese e i lavori esecutivi già avviati”. L’amministrazione infatti sfrutterà tale somma, secondo quanto dichiarato dallo stesso De Magistris, concentrandosi “sui parchi, sul verde pubblico e sulle strade, oltre a lavorare sulla lunga pista ciclabile che attraverserà la città”. Promettendo una tempestiva informazione su come la Giunta utilizzerà i 70 milioni di euro, il Sindaco assicura che come primo effetto ci sarà “la ripresa dei lavori nei cantieri in città”.

Anche se l’impressione sia quella di soldi appena arrivati e già spesi, è stato comunque colto, nonostante le critiche, lo spirito del Patto di Stabilità, in base al quale anche i Comuni devono contribuire a ridurre il Debito Pubblico Nazionale, imponendo limiti tassativi nei pagamenti, soprattutto per quanto riguarda i lavori pubblici. L’idea dunque è quella di arginare la pratica diffusa in Italia di un indebitamento costante delle istituzioni, attraverso meccanismi di incentivo che bloccano o forniscono, a seconda dei risultati raggiunti, i trasferimenti ordinari dal Ministero ai Comuni.

Le principali critiche si scagliano contro la retroattività del Patto che limiterebbe anche gli indebitamenti già in corso per lavori già finanziati ed appaltati prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni. Inoltre è stata più volte sottolineata l’impossibilità di favorire una crescita economica con limiti di budget e meccanismi di incentivo così rigidi e severi.

L’assessore Realfonzo ammette infatti: “Critichiamo il patto, ma siamo la giunta della legalità e lo rispettiamo. Ci sono città ben più prospere che non lo rispettano, come Torino, Milano che è stata aiutata con l’esclusione delle spese per l’Expo e la vendita delle quote della società aeroportuale, Roma che ha una normativa ad hoc”.

Nel frattempo De Magistris si augura che “il Governo valuti positivamente questo risultato”, in attesa di incontrare venerdì mattina il Ministro dell’Interno ed il Ministro del Lavoro.

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