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Lancini: “Napolitano, ci vergogniamo di averla come presidente”

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Oscar Lancini torna a far parlare di se e della città di cui è sindaco, Adro. Per chi non lo ricordasse, si tratta di quel comune nel bresciano balzato agli onori di cronaca per via della presenza nelle scuole pubbliche di simboli del Sole delle Alpi. Questa volta il sindaco si è scagliato direttamente contro il il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, reo di aver nominato Cavaliere l'imprenditore che pagò la mensa scolastica a tutti quei bambini a cui era stata vietata, perché morosi nei pagamenti.

Secondo Oscar Lancini, il gesto di Napolitano sarebbe stato del tutto sconsiderato, al punto che “ci vergogniamo di averla come Presidente. Venga a chiedere scusa alla mia gente, è un suo dovere morale”, come scrive nella lettera indirizzatagli. Le motivazioni  della rabbia del sindaco stanno nel fatto che, a suo parere, “Le onorificenze quando consegnate a cani e porci fanno divenire ingiustamente porci o cani anche quelli che le hanno meritate”. Il gesto dell'imprenditore Silvano Lancini (che con il sindaco non ha alcuna parentela, come viene specificato nella stessa lettera) infatti non sarebbe da considerarsi come un mero atto di generosità nei confronti dei suoi concittadini più bisognosi, bensì un gesto compiuto col solo fine di fare pubblicità alle proprie aziende: “Premiare il ricco Lancini per il gesto ‘nobile’ (nobile se fosse rimasto anonimo, poiché la generosità è una medaglia che si appunta all’anima e non al petto) di contribuire alle casse della mensa trovatasi in difficoltà a causa dei mal pagatori, sarebbe stato già eccessivo. Questo ‘signore’ ha agito così perché poteva permetterselo, ha agito come in passato molti altri cittadini hanno agito, e senza ricevere onorificenze”. Inoltre “La donazione era esplicitamente subordinata alla consegna di una lettera alla stampa. Lettera che ha pesantemente offeso l’intera comunità, le nostre famiglie, l’autorità civile, e l’istituzione religiosa”.

La lettera cui si fa riferimento è quella che l'imprenditore mandò, con toni piuttosto forti, al Corriere della Sera, e di cui il sindaco cita anche uno stralcio: “So bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo. Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo”. L'onorificenza riconosciuta all'imprenditore dunque, secondo Oscar Lancini, non sarebbe solo un atto immeritato, ma un insulto all'intera cittadinanza di Adro, perché premia “una persona che ha sfruttato la situazione per fini personali, una persona ricca che ha regalato dei soldi a chi non voleva pagare”, avvalorando così inoltre “le offese scritte dal signor Lancini Silvano! Conferire il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana a tal ‘signore’ che con la complicità dei media ha dipinto la mia comunità come una comunità egoista e razzista, mi permetta, è stato un gesto sconsiderato”

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