Il 23 Gennaio il ministro degli esteri marocchino, Saad Eddine Othmani, si è recato in visita ad Algeri, su invito dell’omologo algerino, Mourad Medelci. Si tratta della prima visita ufficiale di un diplomatico marocchino in Algeria dal 2003 e segna un passo significativo nel processo di riconciliazione fra i due Paesi.
Le relazioni tra Marocco e Algeria erano rimaste bloccate sin dal 1994, anno della chiusura della frontiera fra i due Stati da parte del governo algerino, che reagì così contro l’accusa di essere implicato nell’ attentato islamista che avvenne a Marrakech quell’anno. In realtà, l’ostilità tra Marocco e Algeria ha origini ben lontane ed è legata ad una particolare questione tuttora irrisolta, quella che riguarda la regione del Sahara occidentale. Questa regione fu oggetto di contesa tra Marocco e Mauritania, dopo la fine della colonizzazione spagnola. Nel 1975 re Hasan II annesse il Sahara occidentale al Marocco, dando inizio alla lotta del popolo sahrawi per ottenere il riconoscimento dell’indipendenza della propria regione dal Marocco, attraverso il ben noto movimento del Fronte Popolare per la Liberazione del Saguia el Hamra e Rio de Oro- Polisario. Ancora oggi il fronte Polisario sostiene le istanze autonomiste degli abitanti del Sahara occidentale e resta la principale causa d’attrito tra Marocco e Algeria. Quest’ultima, infatti, ha sempre appoggiato il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi difeso dal Fronte, riconoscendo la Repubblica Araba Sahrawi Democratica, fornendo in passato armi al fronte Polisario, ospitando nella propria terra una parte della comunità sahrawi, nei campi profughi a sud di Tindouf, al di là del muro eretto dal Marocco lungo gran parte della frontiera del Sahara occidentale. La questione del Sahara non ha mai trovato soluzione, nonostante l’impegno profuso dall’Onu in tal senso. Il governo marocchino ha sempre ostacolato la messa in atto delle risoluzioni Onu, a favore del riconoscimento dell’autonomia della regione e soprattutto della necessità di un referendum sul tema dell’autodeterminazione.
Oggi questo storico motivo di contesa sembra essere passato in secondo piano, di fronte all’impellente bisogno di ristabilire la cooperazione politica ed economica tra le regioni del Maghreb, soprattutto per impedire che il movimento terroristico Al-Qaeda per il Maghreb Islamico prenda sempre più piede, approfittando dei precari equilibri regionali. Le autorità algerine e marocchine si mostrano ormai consapevoli dell’importanza di ristabilire buoni rapporti di vicinato. Già lo scorso anno, il presidente algerino Bouteflika, aveva dichiarato la necessità di cooperare con il vicino e fratello Marocco, lasciando la questione del Sahara nelle mani dell’Onu. Allo stesso modo, il capo del neo eletto governo marocchino, Abdelilah Benkirane, a Dicembre si era dimostrato favorevole al processo di riconciliazione con l’Algeria, dichiarando che solo un riavvicinamento con questo Paese avrebbe permesso di risolvere il problema del Sahara occidentale, nonché la riapertura delle frontiere.
I nuovi impegni fissati in agenda nel corso dei recenti incontri dai ministri degli esteri algerino e marocchino, rispettivamente Mourad Medelci e Saad Eddine Othmani, sono tre. Innanzitutto, ristabilire le relazioni bilaterali tra Marocco e Tunisia in tutti i settori. Nell’ambito di questo obiettivo è stata, inoltre, espressa la volontà di rilancio dell’UMA (Unione del Maghreb arabo), un’organizzazione fondata nel 1989, che si proponeva di riunire cinque Paesi- Marocco, Tunisia, Algeria, Libia e Mauritania- intorno a degli scopi comuni. Cioè, il consolidamento dei rapporti di fraternità tra gli Stati membri, il perseguimento di progresso, benessere e pace per le loro comunità, la garanzia di difesa dei diritti dei cittadini, la libertà di circolazione di persone, beni, servizi e capitali tra gli Stati membri. Finora, proprio a causa delle divergenze fra i suoi membri e, in particolare, del contenzioso tra Marocco e Algeria, questa importante organizzazione aveva visto congelato il proprio potere decisionale e sminuito fortemente il suo ruolo. Ultimo e non meno significativo impegno è la previsione di nuovi incontri tra le autorità algerine e quelle marocchine. Il primo appuntamento è atteso il 17 Febbraio, quando ci sarà un vertice dell’UMA. L’ordine del giorno riguarderà la sicurezza della macro regione maghrebina, attraversata dal pericolo di violenze da parte di movimenti terroristici, come Al-Qaeda per il Maghreb islamico.






