“Sono felice di essere tornato a casa” - con queste parole Ai Weiwei (艾未未) riferisce al Guardian sulle sue condizioni – “ma non posso rilasciare interviste, questa è la condizione pattuita per il mio rilascio”. Noto in tutto il mondo per le sue opere dissacratorie e per il suo essere sempre sopra le righe, l’artista cinese Ai Weiwei dopo 81 giorni di detenzione resta in silenzio. E’ stato rilasciato ma per un anno non sarà libero di rilasciare interviste, viaggiare all’estero e usare Twitter.
“Qubao houshen è una tecnica che le autorità di sicurezza pubblica a volte usano come salva-faccia per porre fine a casi controversi. Spesso in questi casi si raggiunge un compromesso con l’imputato, come molto probabilmente è successo ad Ai Weiwei. Ovviamente ascolteremo ciò che Ai Weiwei avrà da dire sul suo rilascio.” – così il professor Cohen spiega sul sito US Asia Law la condizione giuridica attuale dell’artista.
L’arresto di Ai Weiwei lo scorso 3 aprile aveva generato critiche e mobilitazione da parte della comunità internazionale per cui l’accusa di crimini economici era solo un pretesto del governo per soffocare il suo dissenso.
“La decisione del governo cinese di arrestare Ai Weiwei era politica ed è lo stesso per il suo rilascio” –afferma Sophie Richardson, direttore a difesa dell’Asia Human Rights Watch, aggiungendo- "per gli attivisti cinesi la prigione è solo uno dei modi nei quali si può perdere la libertà. Spesso dopo il loro rilascio li attendono gli arresti domiciliari, restrizioni dei movimenti e scomparse forzate".
Ai Weiwei non potrà più parlare e criticare in quel modo irriverente che lo ha reso famoso, non potrà usare Twitter e Facebook, non potrà partecipare a meetings né ad esibizioni di arte per colpire criticamente le autorità di Pechino. Le limitazioni reali e digitali alla sua libertà sono tante e non fanno che confermare la tesi degli analisti: la liberazione di Ai Weiwei non è il risultato di una cambiamento delle autorità cinese che da febbraio hanno imbavagliato più di 130 tra attivisti e avvocati. Ai Weiwei infatti è stato rilasciato ad un giorno dalla fine del viaggio del premier Wen Jiabao in Germania e Francia, i due paesi che hanno criticato l’arresto dell’artista.






