Sono stati riformulati i dati sismologici circa la frequenza dei terremoti in California dove la paura del Big One, ossia il famigerato “supersisma” che a detta degli esperti sarà talmente potente e devastante da separare il territorio californiano dal resto degli States, è sempre stata viva. Gli ultimi studi sulla frequenza dei terremoti in quell’area risalivano agli anni ’70, quando gli esperti stabilirono in un periodo di 250-400 anni il ripetersi di tali devastanti terremoti originati dalla famosa faglia di Sant’Andrea, fulcro della placca nordamericana.
Un terremoto catastrofico si ripete nella faglia di Sant'Andrea in un lasso di tempo che va dai 45 ai 144 anni. E se la media fa 95 il dato che colpisce è quello là: l'ultima volta. Che fu appunto nel 1857: 153 anni fa. "Se volete che qualcuno vi dica quando ci sarà il prossimo terremoto basta dare un'occhiata a queste cifre": Lisa Grant Ludwig parla con la freddezza della sismologa ma il suo studio sta già facendo tremare la California. Ovviamente i sistemi di controllo lì sono all’avanguardia e l’ultima prova di evacuazione s’è tenuta con successo nel novembre del 2008. Il problema è che però gli studi sono fatti sull’analisi del terreno e gli ultimi studi, per l’appunto, risalivano agli anni ’70. Gli studi che la Grant Ludwig ha condotto con l'università di California nel Corrizo Plain (a circa 160 km. in direzione Nord-Ovest da Los Angeles) hanno portato invece a una drastica revisione dei tempi. Le analisi condotte in profondità per risalire alle tracce degli sconquassamenti della terra sono riuscite a ricostruire una nuova cronologia. E la sequenza “maledetta” in questo particolare punto della faglia sarebbe appunto questa: 1417, 1462, 1565, 1614, 1713. L’unica soluzione per prevenire disastri umanitari è quindi quella di perseverare nella prevenzione e nello sviluppo di tecniche che permettano una previsione quanto più precisa possibile dei sismi (basti ricordare il sismologo italiano Giampaolo Giuliani che previde lo sviluppo del sisma abruzzese analizzando le fuoruscite di gas dal terreno ma che fu duramente criticato e bersagliato dal lato politico e scientifico). Il Big One è da sempre l'incubo della California ma finora la paura era stata esorcizzata dal sospetto che la faglia fosse entrata in una fase di "riposo".
Il terremoto di Haiti all'inizio dell'anno aveva riamplificato i timori: la faglia di Enriquillo, quella che si è aperta sotto Port Au Prince, è proprio quella che mette in comunicazione la placca caraibica con la faglia di Sant'Andrea. La notizia ha allarmato addirittura l’USGS (l’ente per il monitoraggio delle attività sismiche e geologiche) che ha inviato un suo team di esperti per verificare l’attendibilità di queste nuove previsioni.






