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Napoli, Conferenza Internazionale sulla Cooperazione allo Sviluppo

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Sabato 4 febbraio si è tenuta la conferenza promossa da ActionAid insieme all’Istituto degli studi di Napoli “ L’Orientale” e il Comune di Napoli, incentrato sul tema della cooperazione e dello sviluppo. Sono intervenute molte personalità del mondo accademico, istituzionale e delle ONG situate nel territorio napoletano. 

 

Ha aperto i lavori Marco De Ponte, segretario generale ActionAid Italia, dando il benvenuto e auspicando “un continuo e costante dibattito tra Comune, nella persona del sindaco De Magistris, e il mondo istituzionale locale, quali università e organizzazioni presenti”. Molti, infatti, sono stati i passi in avanti compiuti dagli anni’70, anno della fondazione in Inghilterra di questa importante organizzazione,  nata grazie alla fusione in un’unica entità di Action e di Aid. Questo invito è stato prontamente accolto dal sindaco di Napoli De Magistris che ha assicurato la sua attenzione alla cooperazione decentrata, nonostante le difficoltà dovute ai molti tagli voluti dal sistema centrale. Un interesse dettato dalle origini stesse della città di Napoli, così poliedrica e multirazziale ma anche così discriminata ed additata, vittima di ciò che ella stessa combatte. 

Sono seguiti i saluti, inviati al convegno, del ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, che individua proprio nella collaborazione e nell’integrazione la via d’uscita dalla crisi economica in quanto “movimento sinergico e costitutivo”, vero punto di partenza per un nuovo inizio. 

Successivamente si sono aperti i lavori moderati, nella prima parte, dal professore Giuseppe Cataldi, pro-rettore dell’Università L’Orientale. Quest’ultimo ha sottolineato i grandi passi in avanti compiuti negli ultimi anni nel campo della cooperazione allo sviluppo, nonostante i dubbi che circondarono in un primo momento i concetti di sostenibilità ed equità. Dalle sue parole traspare la necessità di sostenere e proteggere la migrazione in quanto movimento ciclico che accoglierà presto o tardi tutti i popoli del mondo, come già successo per il popolo italiano e napoletano in particolare. 

È intervenuto poi nel dibattito Carlos Alberto Primo Braga, direttore europeo della Banca mondiale, che ha illustrato il contesto mondiale della crisi economica e i suoi riverberi sugli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, con conseguente possibile contaminazione dei mercati emergenti. Tutto questo ha influenzato gli Aiuti Pubblici alla Sviluppo e il mancato raggiungimento degli obiettivi del Millennio, primo fra tutti quello relativo alla salute.

Infine la prima sessione della conferenza si è conclusa con l’intervento della dottoressa Beatrice Costa, Coordinatrice sviluppo territoriale ActionAid Italia, che ha riportato il dibattito all’interno della cornice nazionale, soffermandosi sul rapporto con il governo, il ruolo dell’Italia e la sua relazione con i Paesi in via di sviluppo; il confronto con la comunità di donatori, ossia i Paesi o enti che contribuiscono ad aiutare le economie in via di sviluppo e l’attuale stato del dibattito relativo a queste tematiche.

La seconda sessione è stata inaugurata da Anne-Marie Bruyas che si occupa delle Relazioni internazionali presso la Città della Scienza. Il suo intervento ha spiegato quanto la scienza possa includere il concetto di pace e sviluppo, sia in senso positivo che negativo; primo ed emblematico esempio riportato è stato quello relativo alla bomba nucleare. Molti sono i progetti organizzati in tutto il mondo, primo fra tutti il Festival delle Scienze in Nigeria, e il Centro delle Scienze ad al-Quds, organizzato e prodotto da partner italiani e israelo-palestinesi. Si segnala, inoltre, la mostra che si terrà  sempre alla Città della Scienza dal 28 febbraio al 4 marzo con il titolo “Rotte dei migranti: un viaggio diverso dagli altri”, sul tema dell’immigrazione. 

Sono seguiti poi gli interventi delle diverse ONG presenti a Napoli, in primis quello del Vice-Presidente degli Ingegneri Senza Frontiere, Alfonso Davide Pinelli, che ha illustrato come obiettivo dell’organizzazione sia rispondere ai bisogni della popolazione includendo quest’ultima nelle loro attività così da garantire il passaggio di conoscenze e la massima libertà nell’operato. Poi è stata la volta del portavoce del COASIC, coordinatore delle ONG per le associazione solidari della Campania. Questo ente è nato per promuovere la cooperazione, lo sviluppo e la solidarietà in Campania, diffondendo il concetto di intercultura e accoglienza, in unione con enti locali, Università e Comune.

Successivamente ha preso la parola il professore Brigante dell’Università Federico II che auspica l’annientamento dei modelli precostituiti dal Nord del mondo e l’adozione di nuovi metodi e modelli di sviluppo. 

I lavori si sono conclusi con l’intervento di Daniele Capalbo del PARSUD, L’Orientale per la partecipazione ed i Sud del mondo, che ha posto l’attenzione sull’apertura in senso egualitario e democratico per la cooperazione e lo sviluppo, così da permettere la partecipazione locale, nazionale e globale in forme proprie e diverse. 

Questo dibattito è servito a individuare e valorizzare il punto di partenza di ogni cosa, ossia il cambiamento culturale, visto come sfida necessaria  per rispondere adeguatamente ai diversi contesti nei quali si voglia parlare di sviluppo e cooperazione. Non esiste un modello precostituito adattabile a tutti ma si deve creare un compromesso, un mix che sia in grado di rispondere ai bisogni delle società con le quali ci si interfaccia.

 



 


 

 

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