L’Italia sulla scia della Francia chiederà domani ai ministri dell’interno UE misure più concrete riguardo l’espulsione dalla comunità di cittadini irregolari.Lo ha fatto sapere oggi al forum di Cernobbio il Ministro dell’Interno Maroni, specificando che il suo impegno non è diretto contro i cittadini rom, ma più semplicemente contro chi non rispetta la direttiva europea del 2004 sulla residenza. Maroni ha affermato che il mancato rispetto delle leggi è sintomo dell’impotenza dei singoli stati che devono reagire imponendosi sulla corretta applicazione delle norme.
Queste dichiarazioni spuntano a poche ore dai cortei e della proteste pacifiche tenuti in tutta Europa dai rom con la collaborazione dei sindacati e delle Ong, di cui i più importanti in Francia e in Italia. Mentre la capitale francese ha assistito ad un numero di adesioni alla protesta superiore alle più rosee aspettative, in Italia l’evento ha visto la partecipazione di poche centinaia di persone, che hanno protestato contro lo smantellamento dei campi nella capitale e le soluzioni dell’amministrazione Alemanno.
Molti dei cosiddetti “rom” sono perfettamente integrati nella comunità, parlano italiano, lavorano, ed i loro figli frequentano la scuola, tuttavia, siamo abituati a collegare lo stereotipo dello “zingaro” con la realtà dei campi nomadi abusivi, privi delle più elementari condizioni igieniche, che spesso ospitano criminali, e sfruttano i bambini per chiedere l’elemosina o per rubare.
Una realtà che spesso ci tocca da vicino, ed a cui le istituzioni non riescono a mettere un freno, ma soprattutto, un sintomo del disagio sociale che ogni giorno che passa diventa sempre più radicato, grazie anche ai disaccordi all’interno della comunità europea, incapace sin ora di imporre una politica concreta.
Si prospetta una settimana di fuoco per l’Unione Europea e per i singoli stati, che dovranno assolutamente trovare una soluzione nel più breve tempo possibile.






