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Russia: rientrato in patria il diplomatico romeno accusato di spionaggio

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Lo scorso 18 agosto è stato rimpatriato Gabriel Grecu. Il primo segretario dell’Ambasciata romena è ritornato a Bucarest dopo essere stato arrestato alcuni giorni prima dal servizio di sicurezza russo che lo avrebbe colto in flagrante mentre cercava di estorcere informazioni segrete a un cittadino russo. Secondo quanto dichiarato dall'agenzia Ria Novosti, il diplomatico romeno è una spia. L’uomo stava lavorando sotto copertura per i servizi segreti romeni.

Gabriel Grecu ha ottenuto materiali e documenti che proverebbero, riporta l’Fsb, la sua attività ostile nel paese. Il diplomatico romeno è stato dichiarato persona non grata ed ha lasciato la Russia dopo due giorni dalle accuse. Quest’ultime sono state definite infondate da Bucarest. Si alzano, così, i toni tra i due paesi e nasce una guerra diplomatica tra Russia e Romania.

Le autorità romene, infatti, hanno espulso un diplomatico russo, le cui generalità non sono state rese note, come risposta all'arresto di Grecu. In un comunicato, il Ministro degli Esteri romeno ha protestato contro la “grave violazione” di Mosca dichiarando che l'arresto costituisce un “trattamento completamente inadeguato”. Il ministro sostiene che sia stata violata la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche firmata il 18 aprile 1961 ed entrata in vigore il 24 aprile 1964. Ricordiamo che la convenzione comprende tutte le norme del diritto internazionale che disciplinano le relazioni tra Stati e i diritti di cui godono gli Ambasciatori e gli altri funzionari diplomatici.

Le autorità russe sono comunque certe che il funzionario rumeno d’intelligence per gli esteri stesse cercando di ottenere notizie importanti di natura militare. A tal proposito, Mosca ha condannato l’atto di ritorsione considerandolo “non amichevole e immotivato” e si riserva la facoltà di impugnare nuovi provvedimenti.

I rapporti tra Russia e Romania sono molto tesi da quando il governo rumeno ha accettato il dispiegamento sul proprio territorio dei modernissimi missili americani SM-3 nell’ambito del programma di difesa delle postazioni Nato dalla minaccia nucleare iraniana. La scelta di ospitare le tre batterie di missili facenti parte dello scudo missilistico che gli Stati Uniti hanno installato in Europa, ha destato una durissima reazione da parte del Cremlino.

Nonostante i due paesi abbiano sempre tentato di rassicurare il governo russo che l’intervento sia soltanto di tipo difensivo, i russi nei mesi scorsi avevano dichiarato di avere perplessità riguardo al vero obiettivo delle batterie di missili. Nel mese di febbraio, dopo il sì della Romania, il generale russo Korotchenko ha affermato che la decisione romena nuoce all’interesse nazionale russo e che la Romania deve essere severamente ammonita.

 

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