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Russia: sfiorata la tragedia nella zona vicina alla centrale nucleare di Sarov

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E’ ormai sotto controllo l'incendio intorno al centro di ricerca nucleare militare di Sarov, a circa 500 chilometri a est di Mosca che per dieci giorni ha tenuto impegnati migliaia di uomini e sollevato forti preoccupazioni. Si è ridotta intanto a 46.000 ettari la superficie in Russia devastata da settimane d’incendi, circa la metà rispetto all’inizio della crisi. Restano ancora 494 roghi in varie parti del paese. Il caldo e l'inquinamento provocato dagli incendi hanno fatto raddoppiare il numero dei decessi quotidiani, da 350 a 700, nella capitale russa.

Migliora la situazione nella capitale, dove la nube di fumo proveniente dagli incendi si sta dissolvendo e secondo i meteorologi le piogge dovrebbero raggiungere ben presto Mosca. L'ondata di caldo eccezionale che ha soffocato la Russia, la siccità, gli incendi che hanno ucciso decine di persone e distrutto migliaia di ettari di campi di grano sono tutti segnali del fatto che il cambiamento climatico causa condizioni meteorologiche estreme in tutto il mondo. Ricordiamo altri disastri che posso essere legati al riscaldamento globale come le terribili alluvioni degli ultimi giorni in Pakistan che hanno causato 1500 morti.

Nel complesso, si calcola che fiamme e caldo abbiano fatto andare in fumo il 25% dei raccolti russi. Pertanto, lo scorso 15 agosto è entrato in vigore in Russia l'embargo sull'esportazione di grano. Il provvedimento, firmato il 5 agosto dal primo ministro Vladimir Putin, mirato a evitare un'impennata dei prezzi sul mercato interno, resterà in vigore fino al 31 dicembre e potrà essere esteso per i mesi successivi. Si prevede un raccolto di 60-65 tonnellate, inferiore rispetto ai 97 milioni di tonnellate di grano raccolto nel 2009. La Russia è il terzo esportatore mondiale. Il Cremlino ha messo in campo 35 miliardi di rubli (circa 892 milioni di euro) per soccorrere i contadini che rischiano la bancarotta per la perdita del raccolto.

Fondamentale in questi giorni l’aiuto arrivato dagli USA. Il 14 agosto sono arrivati in Russia i soccorsi specializzati americani per fronteggiare l'emergenza incendi e per tenere le fiamme lontane dai siti nucleari. In particolare, due aerei C-130 sono atterrati all'aeroporto di Vnukovo, seguiti da un volo charter dalla California. Gli aiuti americani si aggirano intorno ai 4,5 milioni di dollari. Occorre specificare, infatti, che insieme a Sarov, gli incendi hanno coinvolto anche le zone vicino a un altro centro di ricerca nella città di Snezhensk e il sito nucleare Majak. Le autorità hanno dichiarato di aver messo sotto controllo la zona.

Infine, non si placano le polemiche da parte della popolazione moscovita e dell’opposizione per l’assenza di trasparenza con cui sarebbe stata gestita l’emergenza. Sono stati registrati numerosi ritardi nell’arrivo dei soccorsi, nascosti diversi roghi pericolosi e spesso forniti dati controversi per quanto riguarda i decessi. I principali giornali russi hanno accusato le autorità per aver nascosto il vero bilancio delle vittime.

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Frenk Schiavone

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