Il 7 novembre, “Un posto ideale”, l’esordio discografico di Giovanni Block sarà acquistabile nei negozi di dischi e su tutte le piattaforme digitali. «Il posto ideale è la musica. A mio parere - ci dice Block - ancora oggi il migliore dei mondi possibili. Che costringe chi ci campa, si è vero, a enormi sacrifici e rinunce ma regala anche bellissime emozioni e soddisfazioni».
È un esordio importante, atteso. Il nome del cantautore napoletano è ormai conosciuto, gli appassionati di musica hanno avuto modo di apprezzarlo in più occasioni, nelle esibizioni che lo hanno visto protagonista da Nord a Sud dello stivale. Classe 1984, autore di musica e testi, flautista e compositore formatosi al Conservatorio di San Pietro a Majella, dal 2003 si accompagna con la band da lui stesso fondata - i Masnada - che nel corso degli anni ha cambiato volto, mantenendo intatto però lo stesso spirito.
Elencare i successi di Giovanni Block è complicato dato l’alto numero di riconoscimenti e partecipazioni: dal Primo Premio Nazionale per il miglior brano contro la guerra al Vasto Music Festival del 2004 all’ultimo grande successo, la vittoria del 2009 all’importantissimo festival Musicultura (tra i precedenti vincitori Povia e Simone Cristicchi), dal riconoscimento ricevuto nel 2007 dal Club Tenco come migliore autore emergente, alle partecipazioni al Premio De Andrè, al Premio Carosone e alla Rassegna Dallo Sciamano allo Showman.
“Un posto ideale” è prodotto da Ettore Caretta (in passato produttore di Capossela, Veloso e Cammariere) e distribuito dalla EGEA musica. Registrato in 4 mesi a Torino, in un vecchio mulino, è composto da 13 brani. «Sono stati mesi intensi in cui ho avuto modo di lavorare spalla a spalla con grandissimi musicisti, e anche i ragazzi della mia Band mi hanno fatto compagnia. È stato registrato in un vecchio mulino poco fuori Torino, dove scorre la Dora, e il suo rumore di sottofondo ci ha permesso grande concentrazione. La notte mi dedicavo alla scrittura degli archi, quindi ho dormito ben poco e recuperavo nel week end. È stata un'esperienza incredibile e soddisfacente. Non potevo chiedere di meglio».
Un linguaggio, quello di Block, capace di colpire gli ascoltatori più diversi. Questa sua capacità - essere profondo ma mai criptico, ironico e tagliente ma mai scontato - lo rende figlio della tradizione cantautoriale più illustre. «Oggi come oggi il mio è un approccio musicale eclettico. Nel mio mondo mi piace muovermi in universi sonori diversi tra loro senza mai cambiare però linguaggio. Mantengo pur sempre una riconoscibilità stilistica evidente. Questo è il mio esordio. M'è costato sbagli, fatica e sudore. È un lavoro sincero pieno di ottimi musicisti». Fabrizio Bosso, Sergio Cammariere, Giancarlo Bianchetti sono infatti tra i musicisti che hanno dato il loro contributo all’esordio di Giovanni Block.







Commenti
come puoi leggere nell'articolo non ci sono nè commenti di parte nè elogi. E' un articolo equilibrato e pulito. Ci sembrava doveroso scrivere di un disco atteso, così come ci occupiamo di qualsiasi cantante o band che crediamo sia di valore. Proprio il fatto che non mi sia nascosto occupandomene personalmente è dimostrazione della mia buona fede.
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