L'assurdo episodio di violenza a sfondo razzista che poco più di un mese fa ha macchiato di sangue la città di Firenze, con la morte degli immigrati senegalesi Mor Diop e Moudou Samb per mano di Gianluca Casseri, ha rinfocolato in maniera drastica la discussione sulla questione dell'accoglienza, portando ancora una volta a galla le contraddizioni che nel nostro paese accompagnano quotidianamente la vita delle comunità di migranti.
Dalla puntuale lesione dei diritti umani frutto dell'applicazione di leggi restrittive in situazioni critiche come quelle legate allo sbarco di clandestini, alla xenofobia eletta a punto programmatico da forze politiche sempre pronte ad inasprire i toni del dibattito su temi come diritto di cittadinanza, libertà di culto, inserimento degli extracomunitari nel mercato del lavoro. A rendere la situazione ancora più spinosa, le precarie condizioni economiche nelle quali versa il paese, con quel carico di diffidenza nei confronti del diverso che accompagna puntuale i momenti di crisi.
Questo il contesto poco incoraggiante nel quale ci si avvia alle celebrazioni del 27 Gennaio, Giorno della Memoria. Ed è proprio in corrispondenza della commemorazione delle vittime della Shoah e del nazifascismo che l'Archivio delle Memorie Migranti presenterà in contemporanea nelle sale di cinque diverse città italiane il film documentario collettivo “Benvenuti in Italia”. Prodotto dall’Archivio delle memorie migranti con il sostegno dell’Open Society Foundations e della Fondazione lettera27, in collaborazione con Asinitas e Circolo Gianni Bosio, il film raccoglie cinque cortometraggi scritti, girati e diretti da ragazze e ragazzi immigrati in Italia.
Racconti della vita di ogni giorno che gettano dall'interno lo sguardo sulla condizione dei migranti in Italia e sulle dinamiche legate ai processi di accoglienza nel nostro paese. La pellicola nasce da un'idea di Giulio Cederna e Alessandro Triulzi. Coordinato da Dagmawi Yimer e Federico Triulzi, il progetto è partito nel Gennaio del 2011 con la selezione degli autori, avvenuta indipendentemente dalla familiarità di ciascuno con la produzione di materiale audiovisivo, seguita dalla partecipazione ad un corso intensivo di avvicinamento al cinema documentario. A Marzo i cinque hanno cominciato a lavorare alla scrittura dei rispettivi soggetti e alle riprese, realizzate in quattro città diverse, avvalendosi, sia nella fase di preparazione che in quella di post produzione, di collaborazioni preziose, tra le quali quelle del direttore della fotografia Renaud Personnaz e delle montatrici Aline Hervè e Lizi Gelber.
A Napoli il documentario sarà proiettato al Cinema Astra in Via Mezzocannone 109, a partire dalle 19. Parteciperanno alla proiezione, tra gli altri, Alessandro Triulzi e Hamed Dera, uno dei giovani registi. Nato in Costa d'Avorio ma originario del Burkina Faso, Dera è in Italia da diversi anni. Dopo aver vissuto per qualche tempo a Treviso si è stabilito a Napoli, in quello che lui chiama “il Ghetto di Pianura”.
«Conservare le memorie migranti - dichiarano in un comunicato l'attore Moni Ovadia (che parteciperà con una video testimonianza alle proiezioni), Alessandro Portelli e Alessandro Triulzi - significa registrare e valorizzare auto-narrazioni, musiche, culture, desideri e bisogni di persone umane che vivono tra noi. La necessità di fornire un controcampo audiovisivo, sonoro e narrativo alla multiforme presenza migrante nel paese, spesso ridotta a elencazione di semplici numeri o cose, vuole contrastare la corrente sottovalutazione delle pratiche di discriminazione e sfruttamento della presenza migrante in Italia».






