Da stasera, fino al 4 dicembre, nella Sala Assoli del Teatro Nuovo di Napoli sarà in scena “Caro vecchio neon” tratto dal racconto omonimo di David Foster Wallace, con Giovanni Ludeno e la regia di Simone Petrella.
“Caro vecchio neon” è uno dei racconti più noti ed apprezzati di Wallace, la cui opera, dal suicidio dell’autore nel 2008, ha trovato grande diffusione anche nel nostro paese. Il racconto tratto dalla raccolta Oblio (in Italia edito da Einaudi), è stato considerato dalla critica una delle più grandi prove dello scrittore, sintesi del complesso stile, dei temi e delle immagini da lui utilizzate.
Il famosissimo ed indimenticabile incipit: «Per tutta la vita sono stato un impostore» ci proietta nella vita di un uomo che non ha fatto altro, attimo dopo attimo, anno dopo anno, che creare un’immagine di se stesso da offrire agli altri. Il protagonista, giovane di successo, socio di un’ azienda di consulenza, capace di fare colpo su tutti, amato, apprezzato, arriva al suicidio non vedendo altra via di fuga dal paradosso dell’impostura che ha dominato la sua vita. «Dopo un primo contatto formale con l'agenzia inglese che gestisce i diritti di Wallace - ci spiega Simone Petrella - abbiamo spiegato le nostre motivazioni e abbiamo trovato un accordo che è poi stato immediatamente accettato dai discendenti di Wallace, in America. Devo dire che non succede sempre così, per mia esperienza personale, ma in questo caso sono stati veramente gentili».
Ogni testo di Wallace è una sfida. A suo modo, ogni testo rappresenta un modo per trovare chiavi di lettura al nostro mondo, in qualsiasi modo lo si voglia intendere. Wallace è stato l’autore capace di indicare le assurdità e le malattie della nostra vita, del nostro essere occidentali. Ha colto la grandezza in quella che per molti è banalità, ed indagato con caparbietà gli aspetti più comuni del nostro essere, le cose che ad alcuni di noi esseri umani piace fare, dall’andare alle fiere del bestiame ai viaggi in crociera. Una sfida era anche riuscire a parlare di cultura e spiegare perché questa parola, questo concetto - che sembra impalpabile ed inconsistente - possa aiutare gli esseri umani a sopravvivere all’esperienza della vita di tutti i giorni, che è fatta di tante cose, dagli spostamenti nelle strade trafficate, alle terribili esperienze di routine nei supermercati. Di certo è una sfida anche il lavoro di adattamento di Petrella-Ludeno, così come ci spiega il giovane regista:
«I problemi con il testo sono stati di diversi tipi: innanzitutto banalmente il testo era piuttosto lungo. Abbiamo iniziato a provarlo praticamente in versione integrale, e poi lentamente man mano che ci siamo addentrati nella materia abbiamo dovuto tagliare alcune parti, rendendoci conto che a volte in teatro le immagini e l'interpretazione spiegano meglio le cose che tante parole. Un'altra difficoltà era il linguaggio di Wallace, tortuoso, celebrarle, che a volte richiede una seconda lettura. Su questo abbiamo lavorato molto, cercando di rendere chiari i concetti, soffermandoci su alcune parole».
Di sicuro un evento eccitante per gli appassionati dello scrittore statunitense. Importante invece per chi compie i primi passi nella sua mastodontica opera o ha intenzione di scoprire chi sia questo scrittore di cui tutti parlano, uno dei pochi autori “santificati” già in vita. Ed una grande prova per Giovanni Ludeno, chiamato a sostenere un monologo complesso e denso, in cui Wallace ha scritto di se e di tutti noi. «Il pubblico credo si possa aspettare un vero e proprio monologo - continua Petrella - un ottimo attore capace di evocare personaggi e situazioni, un lavoro lungo e meticoloso di messa in scena che speriamo possa rendere chiara una storia che anche se di natura americana, ci sembra muova dei concetti e dei sentimenti universali. Il testo è complesso e filosofico, ma gli abbiamo dato una forma piuttosto moderna, anche teatralmente parlando».
Da martedì 29 novembre a domenica 4 dicembre
da martedì a sabato ore 20:30 - domenica ore 18
Ludeno/Petrella
in collaborazione con NESTT
Caro vecchio neon
di David Foster Wallace
con Giovanni Ludeno
disegno luci Luigi Biondi
scene e costumi Marcella Mosca
musica Luca Iavarone
audio Paolo Petrella
grafica Russel
parrucca Emanuela Passaro
regia Simone Petrella
Prenotazione consigliata.






