Pirandello; un nome che, sul palco, rappresenta una bella sfida per chiunque.
Ospiti al Teatro Nuovo di Napoli la compagnia Le Macchine Desideranti che ha portato in scena uno spettacolo liberamente tratto dalla novella di Pirandello, “C’è Qualcuno che Ride”.
Drammaturgia di Dino Montanino e regia di Giovanna Senatore.
Buona la resa di come, quotidianamente, la gente cerchi nel rumore delle azioni quotidiane, ripetute fino all’inverosimile, un’ancora di salvezza per riempire il vuoto del silenzio dell’incertezza e dell’inadeguatezza umana che attanaglia l’esistenza: incapace di risolvere la questione l’uomo, ricordando Heidegger, si aggrappa alla chiacchiera, alla curiosità e all’equivoco, autoconvincendosi d’essere nel giusto, ma finendo per vivere un’esistenza inautentica.
Purtroppo per Le Macchine Desideranti il risultato è stato forzatamente monòtono e monotòno: lunghe pause e silenzi che non hanno trovato, a fargli da contraltare, voci adeguatamente consapevoli e padrone della scena.
La giovane età dei protagonisti, comunque, permette di spezzare una lancia in loro favore, e rivalutare il bilancio finale, impedendo di dare giudizi severi.
Eppure non ci si dimentica che cimentarsi nel calcare le tavole di un palcoscenico è un’operazione che va sempre fatta per gradi e a piccoli passi.






