Il gruppo francese Adeo, 12 miliardi di fatturato nel 2010, gigante mondiale dell'edilizia (suoi i marchi Leroy-Merlin, Brico Center, Bricoman, Weldom, Zodio etc. etc.) è al centro delle cronache del piccolo comune di Mugnano, dove ha sede uno dei negozi Brico Center, aperto nel lontano 1983, e destinato alla chiusura proprio dalla nuova dirigenza che da qualche anno ne ha rilevato la proprietà.
Per 14 lavoratori la prospettiva è drammatica: l'unico reddito di sostentamento delle rispettive famiglie verrà loro tagliato, ed a causa della loro età (tutti tra i 40 ed i 60 anni) sarà davvero impresa ardua ricollocarsi nel mondo del lavoro.
E' per questo che in 14 lanciano la sfida al gigante Adeo occupando i locali del negozio Brico Center che ha sede nel centro commerciale Auchan di Mugnano, loro posto di lavoro da decenni.
<<Al momento c'è ancora la trattativa tra azienda e sindacato, - dichiara Sergio Esposito - mentre il 27 Febbraio si arriverà al tavolo con la Regione Campania.
Intanto da Milano arrivano ricatti di mancata concessione della cassa integrazione in seguito alla nostra occupazione dei locali del negozio Brico Center di Mugnano: è stata la prima ed unica comunicazione che noi lavoratori abbiamo ricevuto dall'azienda.>>
Esatto, minacce. Perché pare che la dirigenza di Brico e di Leroy-Merlin non abbia preso bene l'assemblea permanente nella quale i lavoratori si sono barricati, lanciando veri e propri ricatti.
E suona piuttosto strano il motivo per il quale è loro negato il riposizionamento all'interno della catena Leroy-Merlin, appartenente allo stesso gruppo: <<Ci dicono che Leroy-Merlin e Brico Center sono due realtà separate, con partite IVA differenti, ma il Gruppo Adeo coinvolge i suoi dipendenti con un azionariato, calcolando la RAL (Retribuzione Annua Lorda) tenendo conto dei bilanci sia di Leroy-Merin che di Brico, quindi perché questi dati vengono elaborati considerando una realtà economica uguale mentre quando si tratta del nostro posto di lavoro le due aziende sono ritenute distinte e separate?>>.
Pare piuttosto evidente che l'unico vero problema sia rappresentato dai contratti dei lavoratori di Mugnano, sottoscritti in media 20 anni fa, quando il posto di lavoro era ancora a tempo indeterminato, comportando più oneri a carico delle aziende: <<Ci hanno evidenziato problemi di contratti differenti tra Brico e Leroy-Merlin, ma siamo ben disposti a rinunciare anche al 3° livello di contratto (un livello maturato con esperienza e che comporta determinati benefici economici, che alla Leroy non esiste ndr.).>>
Ed è curioso notare come in Italia la competizione avvenga sostanzialmente tra catene appartenenti allo stesso gruppo (la francese Adeo, appunto), arrivando, come nel caso di Mugnano, a schiacciarsi l'una con l'altra: <<Mai è stato investito un euro nella sede di Mugnano dal giorno in cui è stato aperto per accattivare la clientela. Lo stesso gruppo ha anche aperto varie filiali di Leroy-Merlin nelle zone (a Giugliano, praticamente lungo la stessa circumvallazione esterna sulla quale anche il Brico Center di Mugnano è posizionato, a distanza di qualche centinaio di metri ndr.) e di conseguenza il bacino di utenza deve dividersi necessariamente.>>
Eppure circa 3 anni fa furono i lavoratori del Lazio ad ottenere un ricollocamento quando <<Il Gruppo Adeo ha rilevato anche il vecchio gruppo Castorama, reintegrando il personale di questa catena all'interno delle proprie strutture Leroy-Merlin nuovamente aperte. Il problema è allora legato ai nostri contratti, che sono a tempo indeterminato e rappresentano un problema per il Gruppo, che preferirebbero lavoratori part-time, precari.>>
Ed allora è legittimo chiedersi, come i dipendenti prossimi al licenziamento giustamente fanno, quando si scopre che <<Su Italia Oggi apparvero le inserzioni dove si offrivano posti di lavoro per le nuove aperture di negozi Leroy-Merlin a nome del Direttore delle Risorse Umane Christian Marinelli, proprio mentre veniva comunicato al sindacato l'intenzione di licenziare tutti e 14 i dipendenti di questa filiale.
Ma perché non ricollocare noi?>>.
Esatto. Perché?







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