Cosa fai quando il primo giorno di scuola ti rendi conto che l’edificio in cui insegni è in condizioni disastrate, è sporco e “sgarrupato”? E la prima cosa che noti entrando è un cortile abbandonato alle intemperie dove il numero di erbacce supera di gran lunga quello degli studenti? Semplice, ti rimbocchi le maniche e incominci a pulire, ridipingere e sistemare.
Sembra quasi una scena del telefilm “Caro Maestro”, con Marco Columbro ed Elena Sofia Ricci che, nelle vesti di insegnante e dirigente, riuscivano sempre a risolvere i piccoli problemi della loro scuola a Forte dei Marmi. Stavolta però a prendere l’iniziativa sono stati due insegnanti veri della scuola media statale “G. Pascoli II, sede Cupa dell’Arco”: e l’istituto non si trova certo in una ricca e ridente località toscana, bensì niente poco di meno che nel quartiere tanto famigerato di Secondigliano, a Napoli. A pochi passi, tra l’altro, del famoso “Lotto P” di Scampia, meglio conosciuto come “case dei puffi ”, una delle piazze di spaccio più note del napoletano.
La scuola era stata totalmente abbandonata dalla “Napoli Servizi S.p.A.”, la società che si occupa della manutenzione e della pulizia dell’edificio, diventato a dir poco impresentabile e ai limiti dell’agibile: per questo motivo nel settembre scorso la professoressa Clotilde Siniscalchi e il professor Rosario Ascione, che insegnano rispettivamente lettere e musica, hanno deciso di prendere in mano la situazione. I due insegnanti, insieme con il personale ATA e con l’aiuto di alcuni studenti, hanno incominciato come prima cosa a ripulire tutto il cortile dalle erbacce. Poi in seguito sono passati al piano terra: come si nota dal video diffuso dallo stesso professor Ascione, aule e corridoi erano in uno stato indecente, con muri pieni di crepe, scritte e pezzi di intonaco caduti. Senza alcun tipo di fondo, ma autofinanziandosi, i “Prof&Ata Fannulloni”, come ironicamente si definiscono, hanno comperato tutto il materiale e hanno incominciato a ridipingere. <<Abbiamo stuccato e pittato durante l’orario scolastico – ha spiegato a telefono la prof.ssa Siniscalchi – ovviamente nelle ore di spacco: non abbiamo tolto nulla al tempo dedicato alla didattica>>: armati di pennelli, i due professori, approfittando delle pause, oppure anticipandosi qualche ora prima dell’orario delle loro lezioni, hanno letteralmente trasformato il piano terra dell’edificio, rendendolo pulito, colorato e in poche parole dignitoso per la funzione che svolge. Per ora sono stati completati cortile e piano terra, ma rimane ancora il primo piano:<<Ci siamo prefissati di terminare per il mese di maggio – ha spiegato la docente – prima che incomincino gli esami e tutto si faccia più complicato. Per fare più in fretta abbiamo deciso di coinvolgere altri studenti: secondo il professor Ascione, con l’aiuto di più studenti potrebbero bastare anche 3 o 4 pomeriggi per completare il lavoro. Ma – continua la professoressa – dobbiamo prima affrontare la relativa burocrazia e le eventuali autorizzazioni, anche se da parte dei ragazzi la voglia di partecipare è tanta>>.
In principio questa iniziativa dei due insegnanti era stata vista in maniera non proprio positiva: <<Ovviamente non siamo stati osteggiati, ma eravamo oggetto di scherno e derisione – ha affermato la Siniscalchi – Molti ci dicevano cose come “ma chi ve lo fa fare di spendere soldi vostri”: però non ci siamo fermati e abbiamo creduto in questo progetto, abbiamo avuto fede>>. E i risultati si sono visti, sia materialmente che nei riscontri positivi di moltissimi genitori degli alunni, i quali, come afferma la professoressa, “mostravano soprattutto stupore considerato il clima generale di abbandono della zona e del quartiere”. E c’è di più: tutti gli studenti sono stati talmente soddisfatti e riconoscenti che, oltre a contribuire con una colletta di 1€ a testa, hanno acquistato un vero e proprio “senso di appartenenza” nei confronti della loro scuola: <<Sui muri ridipinti non è comparsa neanche una piccola scritta o uno scarabocchio – ha spiegato con voce contenta la professoressa – Giusto un episodio nel bagno delle ragazze, ma sono state le stesse studentesse a pulire, armate di straccio e spirito>>.
Non può far altro che suscitare ammirazione l’iniziativa intrapresa dai due insegnanti, mentre suscita ben altri sentimenti il comportamento della Napoli Servizi S.p.A.: dopo un reclamo inviato dalla scuola, gli addetti si sono presentati solo poco prima di natale effettuando “solo la pulizia del cortile”. Fortunatamente però insegnanti che si preoccupano personalmente degli alunni e di ciò che li circonda esistono ancora, e non dietro una cinepresa, ma in una realtà difficile come quella del quartiere napoletano.






