Il silenzio, questa è l'accusa che Roberto Saviano fa ai media riferendosi al coprifuoco imposto a Scampia, Secondigliano, Melito e Giugliano; un “consiglio” dato dai clan che subito dopo viene smentito, facendo calare sulla questione uno strano “silenzio”. «Fa più notizia se il panettiere ti fa lo scontrino che fiumi di denaro della cocaina qui a Melito.» commenta un ragazzo su Facebook.
Dopo il suo ultimo articolo uscito su Repubblica lo scrittore di Gomorra torna a parlare alle telecamere di Che tempo fa, programma di Fabio Fazio andato in onda domenica 5 febbraio, affrontando il tema della camorra, della criminalità al sud, del nuovo Governo e in particolare di Scampia.
Basta raccontare luoghi come Scampia solo quando c'è sangue, le associazioni di volontariato impegnate nella riqualifica della zona e della sua gente non ne possono più. Esistono altri colori di questo difficile quartiere da far vedere e raccontare, c’è un'altra Scampia, ma forse i media non ne parlano abbastanza, mentre invece è necessario che vengano alla luce tutti gli aspetti di questa società “a parte” per combattere la criminalità organizzata e le sue faide.
Durante la lunga intervista a Che tempo fa Saviano ha parlato delle organizzazioni criminali come fotografia della società, fin troppo dominata dalla legge dei clan pronti a far scoppiare una gran faida per detenere il potere. Una situazione che oggi ha calato un velo di grande tensione a Scampia, di cui però non si parla abbastanza, dice Saviano.
Ma le riflessioni dello scrittore si sono rivolte anche al Governo Monti, un nuovo assetto purtroppo già in ritardo sulla lotta alla criminalità, in quanto limitato a puntare alle persone e all'arresto dei boss: «Bisogna costruire una giurisprudenza antimafia sui capitali, attraverso il riutilizzo dei beni sequestrati.» e saranno questi stessi capitali ad aiutare economicamente il paese, dice Roberto Saviano che conclude «Che il Governo inizi a parlare di mafia subito, per portare questo denaro alla società civile».
A tal proposito abbiamo parlato con Ciro Corona, presidente dell'associazione di lotta alla legalità e alla cultura camorristica (R)ESISTENZA, e lui che Scampia la vive ogni giorno, ci ha risposto che è vero a Scampia il clima di faida si respira da mesi, e nessuno ha mai negato la presenza della camorra e degli omicidi, ma tra una probabile faida e il coprifuoco c'è una differenza, ovvero, da mesi gli equilibri sono cambiati anche nel lavoro dei clan che decentrano i covi depositando le loro armi fuori Scampia e gli spacciatori sono maggiormente reclute dei quartieri limitrofi in quanto la “crisi del settore” fa diminuire i potenziali pusher. «È vero, come dice Saviano, c'è una divisione all'interno del clan degli scissionisti che porta omicidi, ma mai nessun coprifuoco è stato imposto.» dice con fermezza Ciro Corona che prosegue nel suo racconto dicendo che dal 2008 è sempre lo stesso clan a dettar legge e di conseguenza non cambierebbe mai gli assetti, così rischiando di perdere il consenso popolare.
«Ma allora a chi poteva servire il coprifuoco?» fa riflettere il presidente di Resistenza aggiungendo come sia ovvio far notizia di Scampia, passando per l'eroe del momento; un meccanismo non nuovo e che questa volta serve a giustificare la nascita di “OccupyScampia” una rivoluzione mediatica, priva di contenuto. Una rivoluzione contro la camorra che ha rotto gli equilibri del quartiere, fatta di sciacallaggio mediatico, passerelle mediatiche per preti sotto scorta, politici, pseudo scrittori e pseudo giornalisti, mentre le “vere” associazioni operanti sul territorio sono state come violentate e lontane dalla loro quotidiana attività per una settimana. «Una liberazione garibaldina –come l'ha definita Ciro Corona- non riuscita poiché fondata su basi falsi e con rivoluzionari che hanno preferito Twitter al freddo di una piazza.» Si, perché a manifestare c'era qualcuno, ma si trattava solo di delegazioni di associazioni del quartiere, le stesse che lavorano da 30 anni nel silenzio, lontane dai riflettori, abbandonati dalle istituzioni, contro sciacalli e avvoltoi.






