Continua la lunga pagina dei falsi invalidi a Napoli. Nella notte tra il martedì e mercoledì, un blitz condotto dai carabinieri di Napoli ha portato all’arresto di trentadue persone nell’ambito dell’inchiesta sui falsi invalidi che ha già visto 201 truffatori in manette, da giugno a ieri, e beni sequestrati per un valore di cinque milioni di euro.
I nuovi arrestati nell’operazione di ieri sono accusati di truffa aggravata, contraffazione di pubblici sigilli e falso; dietro questa perfetta organizzazione, la man forte dei maggiori clan di Napoli, tra cui esponenti dei Mazzarella.
Naturalmente, il tutto veniva posto in essere grazie anche alla complicità di colletti bianchi che confermavano la presenza di malattie mentali o oncologiche per le quali veniva affidata pensione di invalidità e indennità di accompagnamento.
Le certificazioni passavano poi dalle Municipalità e di qui all’Inps - che ora si stima abbia ‘perso’ circa 1 milione di euro. Successivamente, dopo aver analizzato le varie attestazioni, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale provvedeva alla liquidazione, che spesso finiva nelle mani del clan sottoforma di arretrati o di una quota direttamente prelevata dall’assegno recapitato ai falsi invalidi. Più nello specifico, il meccanismo prevedeva un pagamento di 150 euro per ogni finta pensione, che era comprensiva di almeno 20.000 euro di arretrati.
Oltre al coinvolgimento diretto di politici, funzionari pubblici e di persone appartenenti al mondo della camorra nella produzione di false pensioni, gli sviluppi delle indagini più recenti hanno permesso di individuare un dipendente pubblico che lavora presso la sede Inps di Napoli, anch’esso coinvolto nella produzione di false invalidità.
La retata è partita ieri mattina all’alba e ha riguardato principalmente la circoscrizione di Poggioreale, dove gli arrestati erano residenti.
I malfattori avevano anche evidentemente provato ad ostacolare le indagini dei carabinieri sul loro conto: nelle ultime settimane, nella notte tra il 2 e il 3 gennaio scorso, a Napoli si erano verificati infatti un paio di episodi piuttosto sospetti, ovvero due incendi che avevano distrutto i fascicoli contenenti le prove del raggiro.
Pare inoltre che i carabinieri nel corso delle indagini abbiano filmato un falso cieco, beccato mentre legge il giornale, e un disabile ( invalidità delle gambe) che insegue l’autobus.






