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Omicidio nel Foggiano: nella bocca del cadavere ritrovate banconote da 20 euro

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carabinieriRis11

E' ancora un mistero l'omicidio di Antonio Fatone, 43enne operaio di San Severo (provincia di Foggia), il cui cadavere è stato scoperto due giorni fa in un podere nelle zone di Rignano Scalo.

 

 

L'uomo si sarebbe recato regolarmente a lavoro la mattina del 14 Febbraio, giorno della scomparsa, e nel pomeriggio si sarebbe allontanato dalle sue mansioni per non farvi più ritorno.

Fatone avrebbe ricevuto un forte colpo al volto con un blocco di cemento, e proprio tale metodo brutale sarebbe la causa della morte dello stesso, anche se agli inquirenti non è ancora chiaro se la vittima sia stata prima stordita e poi trascinata ed uccisa sul luogo del delitto, oppure se il podere di Rignano sia l'unica scena del delitto.

 

Un particolare inquietante, che lascerebbe pensare ad una vendetta, è stato il ritrovamento all'interno della bocca dell'uomo di due banconote da 20 euro, come se si trattasse di un regolamento di conti con l'ambiente criminale del Foggiano.

 

Particolare tutt'altro che di poco conto è il passato di Antonio Fatone, pregiudicato che ha avuto problemi con la Giustizia già nel Luglio 2002, quando fu arrestato con l'accusa di aver nascosto un bazooka in una cappella privata del cimitero di San Severo, accusa dalla quale però sarebbe stato poi assolto.

Ma le Forze dell'ordine concentrarono le proprie attenzioni sul 43enne in seguito al ritrovamento di una mitraglietta calibro 9 in un'area agricola della provincia di Foggia intorno alla quale sarebbe stata segnalata la presenza di Fatone, che proprio le indagini accerteranno essersi intrattenuto anche all'interno della cappella dove il bazooka sarebbe stato ritrovato.

Ma l'unica arma a lui direttamente collegabile fu la pistola calibro 22 rinvenuta nell'auto dell'uomo in seguito alle perquisizioni scattate in seguito ai pedinamenti.

 

In seguito un cospicuo arsenale fu ritrovato nelle campagne che circondano San Severo, direttamente riconducibile alla malavita dell'Est Europa, ma nonostante i forti sospetti, non si arrivò mai a provare alcuna responsabilità per Fatone.

 

Sarebbe questo rapporto, ipotizzabile, supposto, ma mai provato, con la malavita della zona (in Puglia è fortissima la presenza delle mafie balcaniche) una pista molto valida da seguire per le indagini relative all'omicidio, ma la dinamica dello stesso, ovvero l'aver colpito la vittima a suon di mattoni di cemento, non sarebbe congruo allo stile delle vendette di mafia.


 

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