Chi nasce nei confini del territorio italiano dovrebbe, a tutti gli effetti, essere riconosciuto come cittadino Italiano. Una deduzione, si direbbe, logica e molto semplice, ma per qualche ragione non è proprio così. In Italia infatti le cose non funzionano in questo modo e non è detto che le ultime prese di posizione in merito a questa tematica possano modificare di molto lo stato di cose attuale.
Dalla suola dello stivale italico però giungono gli sproni per muovere il passo verso nuove direzioni. Peppino Vallone, sindaco di Crotone ed esponente del Partito Democratico, fa sapere che si adopererà affinché la città di Crotone adotti un regolamento per rilasciare un attestato di cittadinanza ai bambini nati da genitori stranieri nel territorio cittadino.
La questione fu già toccata in più occasioni dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: <<Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri – disse il capo dello stato nel corso dell'incontro con la federazione delle chiese evangeliche in Italia - negarla è un'autentica follia, un'assurdità. I bambini hanno questa aspirazione>>.
Il sindaco della città calabrese ha dunque fatto sue le idee di Napolitano e dalle sue dichiarazioni si evince tutta la volontà di tradurle in azioni pratiche: <<Non si può non condividere quanto affermato dal Capo dello Stato – dichiara il sindaco - chi nasce in Italia è italiano>>. Per il sindaco, infatti, si tratta di un riconoscimento dovuto, dal momento che questi bambini sono nati nella terra di Crotone e quindi <<sono figli di Crotone>>.
Un ragionamento dalla semplicità commovente quello di Vallone che spiega: <<La mia città rappresenta una realtà particolare rispetto al tema della presenza di cittadini stranieri: basti pensare al centro di accoglienza di S. Anna, tra i più grandi d’Europa, o agli ultimi dati che vedono la presenza sul territorio di ospiti provenienti da oltre novanta paesi diversi. Per questo – continua il sindaco - in attesa di una normativa nazionale, riteniamo che un segnale debba essere dato rispetto ad una integrazione fino ad oggi sbandierata soltanto sulla carta>>.
Cosa succederà all'anagrafe e nelle cliniche della città di Crotone qualora, una volta passato questo provvedimento non dovesse trovare un riscontro nazionale, non è dato saperlo. Certo è che Vallone sembra deciso a farsi promotore di questa iniziativa, affinché l’Amministrazione da lui guidata possa raggiungere al più presto questo significativo risultato.






