Lasciarsi massaggiare, coccolare, inebriare dai profumi delle erbe aromatiche e dal calore delle acque sulfuree, smettere di pensare, sgomberare la mente da tutte le preoccupazioni, abbandonarsi alle cure di esperti professionisti della bellezza e del benessere: è questo il desiderio che, ogni anno, spinge milioni di visitatori ad affollare le stazioni termali dell’isola d’Ischia.
Un pellegrinaggio estatico che si rinnova da tempi immemori, pur conservando intatto il suo significato ancestrale: il messaggio di Giovenale, che legava indissolubilmente la salute dell’anima alla sanità del corpo, in una società come la nostra, così permeata dal culto della bellezza, non può che acquisire forza e vigore rispolverando la visione latina delle stazioni termali, intese sì come luogo di cura e di benessere ma anche, e soprattutto, come punto di aggregazione e teatro della vita sociale.
E fu proprio in età Imperiale che le terme di Ischia vissero il loro primo momento di celebrità: i romani, infatti, già consapevoli del potere curativo delle acque dell’isola, realizzarono presso le principali sorgenti una fitta rete di Thermae Publicae. Esemplificativo dell’importanza dell’isola come stazione termale in epoca romana, è il ritrovamento, nel corso del '700, di un' intera raccolta votiva nei pressi della sorgente di Nitrodi a Barano d'Ischia, dove all’epoca sorgeva un tempietto dedicato ad Apollo e alle Ninfe Nitrodiche protettrici delle acque. Il rapido sviluppo del turismo termale, che successivamente sarebbe diventato il tratto fondamentale e caratteristico dell'Isola Verde, fu tanto sorprendente da portare Ischia a competere addirittura con la vicina Baia, considerata la metropoli termale del momento.
Una volta donata loro la notorietà, con il declino della potenza dell'Impero romano, la pratica dei bagni termali cadde nel dimenticatoio. Per tutto il Medioevo nessuno ne sentì parlare, finché nel Rinascimento, grazie all’opera di un medico calabrese naturalizzato napoletano, l'importanza delle acque curative ischitane tornò in auge. Quel medico si chiamava Giulio Jasolino e il suo nome resterà legato ad un libro condotto alle stampe nel 1588 ed intitolato “Dei rimedi naturali che sono nell'isola di Pithecusa hoggi detta Ischia”: più che una guida, uno studio articolato delle principali sorgenti termali isolane, con la loro composizione e gli effetti benefici di queste su diversi tipi di patologie. Il fatto che qualche anno prima rispetto alla pubblicazione della guida, nel 1538, il terremoto avvertito tra Pozzuoli e Baia aveva sconvolto totalmente il bacino termale, ridimensionando l'afflusso di fonti calde, fece sì che Ischia diventasse una meta pressoché obbligata per il turismo termale.
Una tra le fonti più decantate da Jasolino fu quella del Gurgitello, nome di derivazione romana che indicava un rigagnolo bollente ( in latino appunto “gurges”) che nasceva e sgorgava liberamente all'aperto in uno dei luoghi simbolo delle terme di Ischia: la Piazza dei Bagni, nel comune di Casamicciola Terme.
Proprio sulla fonte del Gurgitello, di cui nel 1863 Luigi Manzi aveva scoperto le proprietà e gli straordinari benefici, lo stesso decise di far sorgere le Terme Manzi, un nome rimasto poi per sempre legato al lusso e alla recettività di alto livello: qui hanno soggiornato scrittori, poeti, nobili e personaggi storici come Giuseppe Garibaldi che vi giunse nel giugno del 1864. Tutt’oggi, all'interno del Manzi Terme Hotel e Spa, struttura alberghiera di extralusso realizzata attraverso un minuzioso lavoro di recupero delle vecchie Terme, è possibile osservare la vasca in pietra che si dice sia stata utilizzata per le abluzioni del Generale, desideroso di ottenere una piena guarigione di un ferita riportata al malleolo della gamba destra. Garibaldi si fermò per circa un mese ad Ischia, alternando gli incontri politici alle cure mediche, che lo portarono a soggiornare anche a Villa Zavota (oggi Villa Parodi-Delfino) alla Sentinella, una zona più panoramica e decisamente più tranquilla rispetto alla rumorosa Piazza dei Bagni, dove il sonno del Generale veniva costantemente disturbato dalle urla e dall'inno intonato in suo onore da quanti erano soliti presentarsi proprio sotto la sua stanza nella speranza di incontrarlo.
Dal 1600 le cure termali ad Ischia non furono più esclusivo appannaggio dei più ricchi, ma poterono finalmente accedervi anche i meno facoltosi grazie all'opera di un gruppo di nobili napoletani che, attraverso opere caritative promosse dalla Controriforma, fondò a Casamicciola il Pio Monte della Misericordia, dove i tanti malati che non avevano possibilità economiche, ricevevano ospitalità e trattamenti adeguati in un edificio altissimo gestito da suore francesi.
Un'ala dello stabile era riservata ai personaggi più facoltosi, ai medici più in vista; tantissime sono state le grandi personalità che hanno scelto il Pio Monte della Misericordia per le proprie cure come la Regina Maria Josè che, in visita ad Ischia per controllare alcuni ruderi, decise di fermarsi proprio in questo luogo desiderosa di rimediare, con i benefici delle acque termali, alla propria sterilità. Mentre un'altra ala era invece dedicata ai malati più bisognosi. Parte integrante del complesso era un giardino dove le suore, e i malati non costretti al letto, solevano frequentare nel pomeriggio per prendere una boccata d’aria, o per pregare rivolti ad una statua raffigurante il Cristo sistemata tra le piante di agrumi. Oggi la struttura, che versa in uno stato di abbandono, viene saltuariamente utilizzata per eventi culturali, manifestazioni sacre e, due volte a settimana, per allestirvi il mercato.
La sorgente La Rita, sempre nel comune di Casamicciola Terme, vanta le acque termali più antiche dell'intera isola. Situato in un profondo burrone con pareti verticali di tufo vulcanico, questo bacino è sempre stato rinomato per le proprietà e l'efficacia dei suoi fanghi, tant'è che è possibile registrare un generalizzato sostegno all’ipotesi che fu proprio questo lo stabilimento termale di Ischia in cui per la prima volta si fece ricorso al fango a scopo terapeutico. Qui venivano a curarsi i contadini provenienti dall'Italia centro-settentrionale, affetti dalle patologie tipiche del loro duro mestiere, come per esempio le artriti. I bagnini che curavano i contadini erano essi stessi, prima di ogni alta cosa, dei contadini i quali, curiosamente, dovevano fare i conti con uno strano effetto collaterale della loro attività: la sovraesposizione ai poteri curativi delle acque e dei fanghi rendeva le loro mani lisce e vellutate, il che se da un lato era motivo d’orgoglio, dall’altro rendeva loro impossibile seguitare nell’utilizzo di tutta una serie di strumenti indispensabili nel lavoro dei campi.
A partire dagli inizi del ‘900, la fama delle antiche terme di Ischia ha generato un vero e proprio turismo della salute e della bellezza, tale che tutte le strutture alberghiere si sono dotate di centri per trattamenti estetici e terapie disintossicanti. Le ottime strutture ricettive, le bellezze naturali e storico-culturali dell’isola e la cordiale ospitalità degli ischitani ha convinto i tour operator ad inserire l’Isola Verde nei loro cataloghi, rendendola una delle mete più ambite dal turismo internazionale. A partire dagli anni '60 Ischia ha cominciato ad ospitare personaggi di fama mondiale, politici, artisti di ogni tipo che ancora oggi la scelgono come meta prediletta per le loro vacanze. Tra gli altri ricordiamo l'allora presidente francese François Mitterrand che negli anni '80 soggiornò con l'intera famiglia all'Albergo della Regina Isabella a Lacco Ameno e la cancelliera tedesca Angela Merkel che da anni trascorre ancora oggi le sue ferie a Sant'Angelo d'Ischia.






