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Cina, gli Usa parlano di “regresso dei diritti umani” nel gigante asiatico

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Si è concluso il dialogo sui diritti umani tenutosi a Pechino il 27 e 28 aprile tra la delegazione americana guidata da M.Postner e quella cinese guidata da Chen Xu, dirigente del Ministero degli Esteri cinese. “In Cina si è verificato un grave regresso dei diritti umani”, ha dichiarato l’assistente Segretario di Stato americano Michael H. Postner in conferenza stampa presso l’ambasciata americana a Pechino, dove ha parlato anche di  “divergenze profonde” tra Cina ed U.S.A. per quanto concerne i diritti umani e espresso al contempo ottimismo per il futuro dei diritti umani in Cina.

Posner si è detto insoddisfatto delle risposte poco concrete date dai rappresentanti cinesi agli interrogativi americani circa le condizioni degli attivisti attualmente detenuti e consapevole del fatto che le divergenze tra i due paesi sono maggiori sebbene i dialoghi si siano svolti con “toni di rispetto, non c’è dubbio che l’atmosfera è diversa perché i fatti sono diversi”.

Ha inoltre dichiarato di aver sollevato la questione di alto profilo dell’artista detenuto Ai Weiwei senza ottenere risposte soddisfacenti. Ai weiwei è uno degli artisti più eminenti in Cina, arrestato il 3 aprile all’aereoporto di Beijing  prima che si imbarcasse su un volo per Hong Kong. Ai Weiwei è l’attivista di più alto profilo vittima del giro di vite del governo cinese in cui decine di bloggers e avvocati dei diritti umani sono stati portati via. Questi severi provvedimenti molto probabilmente nascono dal timore che gli attivisti  in Cina possano dar vita ad una “rivoluzione dei gelsomini” simile a quella avuta luogo in Medio Oriente ed in Nord Africa.

Particolare preoccupazione è stata espressa anche per gli avvocati Chen Guangcheng e Teng Biao, arrestato lo scorso 19 febbraio e liberato meno di 24 ore fa, il giorno successivo alla conclusione dei dialoghi  sino-statunitensi sui diritti umani. Teng Biao , attivista e avvocato, è anche uno dei firmatari originali di Carta 08, il manifesto pro-democrazia che ha portato all’arresto di Liu Xiaobo, uno degli autori.

“Non c’è preoccupazione per le persone sottoposte a processi legali. Ma la cosa più allarmante è quando le persone semplicemente scompaiono”- ha sostenuto l’assistente Segretario di Stato Postner  nel secondo ed ultimo giorno di dialoghi sui diritti umani a Beijing in cui si è detto preoccupato per l’avvocato Gao Zhisheng, di cui non si hanno più notizie da un anno e Liu Xia, moglie del Nobel per la Pace Liu Xiaobo.

La questione degli attivisti e dei dissidenti non è stata la sola ad essere stata sollevata. L’inviato statunitense Postner ha toccato anche questioni delicate quali il trattamento dei giornalisti e dei bloggers e la situazione dei tibetani e degli uiguri preannunciando che il tema dei diritti umani sarà in agenda il prossimo mese nell’ambito del dialogo economico- strategico che si terrà a Washington.

Da parte cinese il dialogo sui diritti umani è stato considerato uno scambio approfondito su questioni di interesse reciproco, stando alle dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri Cinese Hong Lei, il quale ha infine aggiunto che “allo stesso tempo noi ci opponiamo agli Stati Uniti che usano i diritti umani come strumento per interferire negli affari interni”.

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