Malgrado non sia proprio una lettura estiva e rilassante, L’Europa è finita?, libro scritto a quattro mani dal vicepresidente del Partito Democratico Enrico Letta e dal direttore della rivista di Geopolitica “Limes” Lucio Caracciolo e pubblicato recentemente da ADD editore, rappresenta una delle più importanti ed interessanti novità editoriali dell’estate.
Questo libro è la prosecuzione di un dialogo a distanza tra i due autori, iniziato nel 1998, con la pubblicazione parallela di due saggi sulla opportunità dell’allora prossima adozione della moneta unica europea, il primo Euro si, Morire per Maastricht di un europeista convinto come Enrico Letta ed il secondo Euro No, Non morire per Maastricht di un più scettico Lucio Caracciolo.
Nel 2002, Letta e Caracciolo hanno poi proseguito il loro dibattito realizzando il loro primo libro insieme, Dialogo intorno all’Europa, scaturito dalla fase costituente che, in quel periodo, interessava l’intero impianto normativo dell’Unione Europea con il progetto della Costituzione Europea (poi fallito) e dalla entrata in vigore dell’euro.
Il 2010 non poteva essere anno migliore per poter riprendere il dibattito sul futuro dell’Unione Europea: la crisi dell’Euro, le violenze in Grecia, la recente entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il delinearsi sulla scena internazionale di un G2 formato da Usa e Cina, il ruolo geopolitico e geoeconomico sempre più predominante dell’Asia.
Ė proprio da questi eventi che Caracciolo e Letta danno vita ad un interessante duello dialogico mai scontato ed appassionante, ripercorrendo parte della storia dell’integrazione europea e interrogandosi sul futuro della stessa con una onestà intellettuale ed un linguaggio che coniuga eloquenza e concretezza, dottrina e pragmatismo.
In un centinaio di pagine si fa un bilancio complessivo dell’Europa investita dalla crisi, degli errori (ad es. la mancanza di una rapida risposta alla crisi greca) e degli egoismi nazionali che hanno danneggiato non poco l’Euro, della necessità,forse la sola davvero condivisa da entrambi gli autori date le sterili riforme apportate sul tema dal Trattato di Lisbona, della costruzione di un Europa politica.
Non mancano poi i temi relativi al processo di allargamento e alla necessità di cambiare la struttura stessa delle istituzioni europee per dare forma ad un nuovo progetto geopolitico, come ad esempio la confederazione degli stati centro-occidentali europei, prospettata da Caracciolo, all’interno di una più vasta Unione Euromediterranea, soluzione che potrebbe dare un risalto maggiore all’Europa sullo scacchiere internazionale.
Diverse le convinzioni dei due autori, diverse quindi le soluzioni prospettate ma unico il filo conduttore del discorso, l’Europa e la volontà di proseguire nel solco dell’integrazione europea.
L’aspetto più rilevante del libro è quello di condurre il lettore all’interno della riflessione e di coinvolgerlo al punto da portarlo a prendere idealmente parte alla discussione.
Da notare che il testo tratta anche del ruolo dell’Italia all’interno dell’Unione, ma con un taglio scevro da accenti e rivendicazioni nazionalistiche, cosa abbastanza rara quando si parla di Europa nei dibattiti italiani, soprattutto quelli politici.
Buona lettura!!!









