Alex Salmond, primo ministro del governo autonomo scozzese e leader dello Scottish National Party (SNP), ha deciso di fare un passo decisivo per la sua intera carriera politica: convocare un referendum per l’indipendenza dal resto del Regno Unito nell’autunno del 2014, a dispetto delle pressioni di David Cameron di indire le consultazioni entro i prossimi diciotto mesi. Lo aveva promesso circa un anno fa all’indomani delle elezioni scozzesi del 5 maggio, quando l’SNP aveva ottenuto lo storico risultato della maggioranza assoluta (69 dei 129 seggi) al Parlamento di Holyrood: <<Vogliamo essere una nazione con uno Stato, con una moneta, con un esercito, con una politica estera, tutti distinti da quelli del Regno Unito, amici e vicini che si vogliono bene ma due case separate>>. Per ora i sondaggi non sembrano essere dalla sua parte: solo il 35% dei 5 milioni di abitanti della Scozia è favorevole a staccarsi dal Regno Unito; la maggior parte degli scozzesi si accontenta infatti della devolution sancita da un referendum nel 1997, in accordo con l’allora premier inglese Tony Blair. Salmond però è convinto di farcela, e pur di riuscire non ha lasciato nulla al caso.
Europa
Scozia: referendum per l’indipendenza nel 2014
- 03 Febbraio 2012
- di Luigi Grassia
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La Croazia vota “sì” al referendum d’entrata nell’UE, sarà il 28° Paese membro
- 02 Febbraio 2012
- di Valentina Capozzi
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Lo scorso 22 gennaio i cittadini croati hanno espresso parere favorevole all’ingresso nell’ Unione Europea con una percentuale di “sì” del 66% circa. Nonostante un’affluenza molto bassa (intorno al 44% degli aventi diritto), anche il penultimo step, dopo 6 lunghi anni di negoziati, è completo. Toccherà adesso al parlamento croato e ai 27 ratificare e formalizzare l’ingresso nel club europeo entro luglio 2013.
Francia: il candidato socialista François Hollande tra i favoriti alle presidenziali
- 02 Febbraio 2012
- di Roberta Minerba
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Le elezioni presidenziali francesi sono ormai agli sgoccioli. Quattro i candidati pronti a battere l’attuale Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. Gli sfidanti sono già pronti per le campagne elettorali, primo fra tutti il socialista François Hollande considerato il più temibile; a destra la candidata da non sottovalutare Marine Le Pen, mentre al centro il grande ritorno del moderato Francois Bayrou e il nuovo concorrente De Villepin.
Ungheria nell'occhio del ciclone: consensi e dissensi
- 31 Gennaio 2012
- di Luigi Casaretta
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Qualcosa si è mosso a Budapest: nella giornata di sabato 22 gennaio centinaia di migliaia di ungheresi hanno sfilato per le strade della capitale ungherese, non solo in segno di protesta contro il governo dell’ormai noto premier, Victor Orban, il quale si è guadagnato l’onore della ribalta in seguito alla sua attività politica di trasformazione dell’assetto costituzionale dell’Ungheria che ha suscitato ampie polemiche da parte dell’Unione Europea, ma anche in suo favore.
Eurocrash!, il musical. Ecco come ridere della crisi
- 29 Gennaio 2012
- di Silvia De Geronimo
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«Incontra Mark e Gilda (nomi che rimandano in maniera non proprio sottile alle precedenti valute rispettivamente di Germania e Olanda, ndr) – gli Hansel e Gretel di Eurolandia – nel momento in cui scoprono il fantastico mondo della moneta unica. Incontra Papà Kohl e la Signora Mitterrand, l’incantevole coppia che tiene insieme il tutto; incontra il Serpente (che qui rappresenta il sistema che collegava le valute europee prima del passaggio ai tassi di cambio fissi, ndr); Jean-Claude Trichet, l’ultimo grande eurocrate; i PIIGS, che pagano per gli sperperi del passato; l’oscura eminenza della potente Bundesbank; e le selvagge, esotiche valute dell’Europa centrale».









