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Asia e Pacifico

La Cina propone l’abolizione della pena di morte per 13 reati

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Da alcuni giorni al Parlamento cinese -l’Assemblea Nazionale del Popolo- è in discussione una proposta di legge per la riduzione del numero dei reati punibili con la pena di morte da 68 a 55. La Cina, che con l’88% del totale delle esecuzioni nel 2009 ne detiene il primato mondiale, cerca di ridurre il numero delle esecuzioni con una proposta di legge che, se verrà approvata, sottrarrà 13 reati alla pena capitale. La riduzione riguarda principalmente reati di natura economica, non violenti, quali corruzione, concussione, evasione fiscale, contrabbando all'estero di beni appartenenti al patrimonio culturale, di oro e argento  e di animali rari.

L’ Agenzia Statale Xinhua cita tra i 13 reati in questione “l’esportazione illegale di reliquie culturali, oro, argento, animali rari e i loro prodotti, la conduzione di attività fraudolente con prodotti finanziari o con lettere di credito, la falsificazione di documenti sull’imposta sul valore aggiunto e truffe che riguardano l’evasione fiscale”Negli ultimi tre anni è la seconda volta che il paese cerca di limitare le esecuzioni; dal 2007 infatti è in vigore la revisione finale di tutte le condanne a morte da parte della Corte Suprema di Pechino, poco predisposta a comminare la pena capitale rispetto ai tribunali locali.

La proposta è stata accolta positivamente da più parti. Wang Zhenmin, professore di diritto penale all'università Qinghua intervistato da China Daily, considera  la riduzione della pena capitale come “una tendenza inevitabile e il riflesso dello sviluppo sociale del Paese, basato sulla tutela dei diritti umani";secondo  il capo della commissione affari legali del Comitato, Li Shishi , non ricorrere alla pena di morte per i suddetti reati legati alla sfera economica “ non provocherà effetti negativi per la stabilità sociale o la sicurezza pubblica”

Secondo la procedura vigente, le proposte di legge vengono sottoposte ad esame due o tre volte dal Comitato Permanente dell'Assemblea, prima di essere  approvate alla seduta plenaria.
In Cina il numero delle condanne a morte e che quello delle esecuzioni sono considerati segreti di Stato ma  secondo le stime delle organizzazioni umanitarie sono tra le cinquemila e le diecimila all’anno
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Corea del Nord, anche il regime ‘twitta’ e condivide video su Youtube

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Si chiama Uriminzokkiri, “il nostro popolo”, ed è il nome dietro al quale, su Twitter e Youtube, si cela il regime di Pyongyang.  La Corea del Nord ha deciso di sbarcare sul web, e di farlo in modo incisivo, trattandosi, da un lato, di uno dei più popolari social network, dall’altro, del maggior sito di condivisione di video.

Economia, sorpasso storico di Pechino su Tokyo nel secondo trimestre 2010

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La Cina è diventata la  seconda economia al mondo nel trimestre aprile-giugno 2010. Sono le statistiche ufficiali a sancire lo storico sorpasso registrando un Pil di 1.339 miliardi di dollari della  Cina contro i 1.288 miliardi del Giappone. Nel conteggio del primo semestre dell’anno Tokyo conserva e rivendica la seconda posizione con un Pil pari a 2.578 miliardi di dollari, contro i 2.532 miliardi di Pechino. Ma la maggior parte degli analisti si attendono il sorpasso definitivo di Pechino entro la fine dell’anno.  “Si tratterrebbe di un risultato storico, una pietra miliare: è impressionante il fatto che la Cina sia riuscita a mantenere elevati tassi di crescita anche quando molti paesi si trovavano ad affrontare tempi duri”, afferma il capo economista di JP Morgan Chase,

Bruce Kasman.

I risultati raggiunti dalla Cina nel secondo trimestre dell’anno sono accolti con ottimismo da più parti. Secondo Nicholas Lardy, economista del Peterson Institute for International Economics, “si tratta di una conferma di quanto avvenuto per buona parte del decennio: la Cina sta eclissando il Giappone economicamente. Per chiunque, in Estremo Oriente, è la Cina il principale partner commerciale piuttosto che gli Stati Uniti o il Giappone”. Secondo le stime riportate dal New York Times la Cina “ con la sua crescita spettacolare sorpasserà gli Stati Uniti già nel 2030”, mentre il Wall Street Journal definisce il sorpasso della Cina come “un exploit senza precedenti nella storia dei paesi emergenti”.

Questo “risultato storico” era alquanto prevedibile se si prendono in considerazione i tassi di crescita di Cina e Giappone negli ultimi dieci anni; quest’ultimo  negli anni novanta, dopo decenni di sviluppo, ha attraversato un periodo di stagnazione, la Cina invece è stata protagonista di una crescita a ritmo sostenuto passando dal settimo al secondo posto nella classifica delle economie mondiali, nel 2007 ha superato la Germania ed ora il Giappone. Difficile  sarà  per il dragone cinese raggiungere gli Stati Uniti, che sono a quota 15mila miliardi di dollari, partendo da un prodotto interno lordo pari a 5000 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda le previsioni sul sorpasso definitivo della Cina gli analisti già scommettono: secondo il capo economista del Goldman Sachs, Jim O’Neill, avverrà nel 2027.

Asia sommersa

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Gran parte dell’Asia è in ginocchio. E mentre la Russia arde da settimane, l’India, la Cina e il Pakistan, come se condannati ad un crudele contrappasso, sono travolti da devastanti inondazioni. Il numero delle vittime continua a salire e le piogge torrenziali, che hanno causato lo straripamento dei fiumi e distrutto ponti, strade e linee elettriche, non accennano a dare tregua.

Mentre l'India progredisce, gli indiani si aggrappano ai miracoli

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“Mio figlio aveva il ventre sporgente. Siamo andati da diversi dottori ma non l’hanno guarito. Il medico diceva che  aveva il fegato in pessime condizioni e bisognava fare un trapianto, ma sarebbe costato 700mila rupie (…)  non eravamo in grado di curare nostro figlio”. Manoranjan Mahta, seduto su un ceppo, racconta la sua storia, la storia di suo figlio Hemanth morto a causa di un’infezione. “Quando un bambino ha la pancia gonfia gli mettiamo sulla pelle un pezzo di foglia di banana e poi sulla foglia mettiamo della carbonella ardente o un ferro arroventato” continua Manoranjan. Mirgitand: è lì che vive .

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