Diversi missili israeliani sono stati lanciati nella serata di venerdì a Gaza City, nel centro della Striscia di Gaza. I raid aerei israeliani hanno ucciso un combattente di Hamas e ferito diverse persone. La vittima sarebbe Batran Issa, 42 anni, un comandante dell'ala militare del gruppo, le Brigate al-Qassam, che controlla il territorio.
Secondo notizie diffuse dallo stesso gruppo, i feriti sarebbero altri otto sostenitori di Hamas e tre civili palestinesi, colpiti dagli attacchi aerei su un campo di addestramento militare di Hamas a Gaza City, un tunnel di contrabbando lungo il confine tra Gaza ed Egitto.
Questo attacco arriva in risposta al razzo lanciato dall'enclave costiera da parte dei militanti di Hamas poche ore prima sulla città israeliana di Ashkelon, a 10 km a nord di Gaza. Il lancio del razzo non ha causato vittime, ma ha danneggiato un edificio e le automobili in città. Nessuno è stato ferito durante l'attacco, ma le finestre di un palazzo sono andate in frantumi e le macchine parcheggiate in una zona residenziale della città sono state danneggiate.
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che "Israele ha preso molto sul serio l’attacco ad Ashkelon ". Il sindaco della città, Benny Vaknin, ha detto ai giornalisti: "Come potete vedere, qui vivono centinaia di persone. È stata solo fortuna che nessuno sia stato ucciso".
Le violenze di venerdì sembrano purtroppo aver vanificato gli sforzi diplomatici per accelerare i negoziati diretti tra Mahmud Abbas, il presidente palestinese, e Israele, nel perseguimento di un patto di pace in Medio Oriente – a cui sia Hamas che gli altri gruppi armati di Gaza si oppongono.
Negli ultimi due mesi abbiamo assistito a negoziati indiretti tra Abu Mazen e Netanyahu, mediati dalla diplomazia americana, che faceva pressioni per un aggiornamento faccia a faccia prima della fine di settembre.
Lo scorso giovedì, durante una riunione della Lega Araba al Cairo, Abu Mazen aveva annunciato il suo impegno circa i negoziati di pace diretti con Israele, dichiarando che li avrebbe avviati non appena il momento sarebbe stato opportuno. Hamas ha respinto la decisione, definendola un "peccato politico".
Il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per la pace in Medio Oriente Robert Serry, in un comunicato ufficiale dell’ONU, ha affermato che "il lancio indiscriminato di razzi contro i civili è del tutto inaccettabile e costituisce un attacco terroristico".
"Chiediamo alle autorità incaricate del controllo su Gaza di garantire che tali tipi di azioni non si verifichino più", ha proseguito Serry, "non deve essere permesso a queste azioni violente di minare i progressi nei colloqui di pace in corso tra Israele e i palestinesi".
Gli attacchi a Gaza hanno anche coinciso con una manifestazione per la tutela dei diritti umani dell'ONU a Ginevra, in cui si chiedeva la revoca totale del blocco su Gaza imposto da Israele e, soprattutto, maggiore chiarezza circa l’inchiesta sui raid israeliani contro la Freedom Flotilla dello scorso 31 maggio, in cui sono stati uccisi nove attivisti.
Israele da allora ha allentato le restrizioni sulle importazioni dei prodotti alimentari e dei beni di consumo a Gaza, ma insiste sul fatto che il blocco navale dovrà rimanere attivo, per impedire la probabile spedizione di armi, come i missili Grad, a gruppi ostili nell'enclave.









