I paesi europei hanno sperimentato nei confronti degli Stati Uniti, almeno dalla fine della seconda guerra mondiale, un vago timore reverenziale, progressivamente tradottosi nell’ammirazione sconsiderata per una società che s’immagina meritocratica, liberale, multi-etnica e futuribile. Non manca mai chi riporta l’esempio di americani che, partendo da condizioni di estrema povertà, hanno percorso il cursus honorum che li ha condotti, per esempio, a dirigere la più potente banca d’affari mondiale: Lloyd Blankfein, amministratore e presidente di Goldman Sachs, passato da venditore di popcorn dello Yankee Stadium di New York a manager da cinquanta milioni di dollari l’anno, sarebbe l’emblema di un modello sociale, auspicabile per il nostro continente. A tale impostazione, invero di per sé disprezzabile, anche perché genera tali spropositi retributivi, hanno aderito nella maniera più convinta gli inglesi, almeno dall’era Thatcher in poi. Vediamo, quindi, più da vicino, alcuni primati statunitensi e confrontiamoli coi corrispondenti risultati italiani e inglesi.
Antonio De Simone
IL MAGISTRATO DEI SATIRIClasse '70, laureato in legge all'Università di Napoli, intellettualmente e politicamente votato a Sinistra, saggista e polemista con interessi variegati, scrive per innata curiosità e per il gusto della contraddizione, essendo convinto che laddove vi sia generale consenso, ivi si nasconda il pericolo di imperdonabili errori. Dal Gennaio 2011 cura su "Il Levante" la rubrica d'opinione "Il Magistrato dei Satiri".
Un paese più ingiusto
- 26 Aprile 2011
- di Antonio De Simone
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L'involuzione narcisistica italiana
- 09 Aprile 2011
- di Antonio De Simone
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Nello scorso febbraio, l’Associazione degli Psichiatri Americani ha proposto l’eliminazione del disturbo narcisistico dalle malattie censite nel suo manuale diagnostico statistico, abdicando alla constatata diffusione di tale tratto di personalità. L’accadimento sarà probabilmente passato sotto traccia per la pubblica opinione, nascosto nel flusso caotico di notizie; eppure il declassamento del narcisismo a tratto fisiologico è un indizio interessantissimo per interpretare la nostra epoca e, nel piccolo, per comprendere la recente storia politica italiana.
Breve storia dell'egoismo
- 13 Febbraio 2011
- di Antonio De Simone
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Per quanto possa sembrare strano, il concetto di egoismo ha cominciato a prendere corpo in epoca relativamente recente, fra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento, in corrispondenza della cosiddetta Rivoluzione industriale.
Antecedentemente l’agostinismo, l’aristotelismo e il pietismo, pur nelle rispettive connotazioni, avevano dominato il pensiero filosofico europeo, ponendo al centro della speculazione morale l’“amor Dei”, contrapposto all’”amor sui”, all’amor di sé, all’amor proprio. Il fondamento comune da cui partivano queste dottrine precludeva in radice l’esistenza del concetto in esame in quanto, intrise com’erano della cristianità, ritenevano degno di amore solo il creatore, non certo le sue creature, per definizione imperfette. L’orgoglio, la vanità, l’egoismo erano peccati capitali e, peggio di tutto, erano superbia in quanto tendevano a sostituire l’uomo a Dio quale oggetto di adorazione.
La fine della politica
- 06 Febbraio 2011
- di Antonio De Simone
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Quando si pensa alla politica vengono alla mente, specie di questi tempi, sceneggiate, chiacchiere, villanie e prepotenze dei politicanti nostrani. Tuttavia, la politica avrebbe ben altro scopo: essa è individuazione dei fini generali che una comunità intende perseguire e ordinamento degli stessi secondo priorità di soddisfacimento, tenuto conto dei vincoli di fattibilità. L’attività amministrativa, con carattere servente, è deputata all’attuazione di tali obiettivi provvedendo, secondo legge, ai mezzi e ai modi dell’azione politica.
Della Meritocrazia
- 25 Gennaio 2011
- di Antonio De Simone
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Di questi tempi adombrare sospetti sulla meritocrazia può presentare apprezzabili rischi per l’oratore ma, forse, vale la pena correrli quando ci si rende conto che tutti si affannano a convenire in bene sul discorso: un’idea che non crea discussioni non ha valore perché è come una serratura che si lascia aprire da ogni chiave.






