“Il Gioco è una cosa seria” così esordisce Andrea De Rosa presentandoci la stagione teatrale 2010/2011 del Teatro Stabile di Napoli. Riprende le parole di Roger Callois –il gioco della regola, la regola del gioco- ne fa il motto di quest’anno e trova in Molière, e nelle sue opere, il simbolo indiscusso di questa filosofia.
Questo perché se “Il teatro è tante cose; ma, sarà bene ricordarlo, esso è soprattutto un gioco” dove rispettare la regola è l’unico modo per giocare insieme, Molière è colui che ha giocato con grande ironia e acume con i vizi degli uomini: i personaggi si muovono secondo le sue regole scontrandosi inevitabilmente ciecamente contro la loro ottusità.Ecco quindi spiegata l’abbondanza di messe in scena dell’autore francese.
S’inizia il 20 ottobre con L’Avaro per la regia di Antonio Cirillo che ci dice “un titolo che abbonda ma se siamo in così tanti a farlo ci sarà un motivo”, si prosegue il primo marzo con una regia di Antonio Latella “Don Giovanni, a cenar teco”, e subito dopo La Scuola delle Mogli diretto da Valter Malosti, in scena fino al 27 marzo e, concludendo il ciclo, dall’1 al 3 aprile Gwenaël Morin presenta Tartuffe d’après Tartuffe di Molièr – Bèrènice d’après Bèrènice di Racin.
Proprio come in un gioco, se Latella va al Mercadante, De Rosa va al Teatro Nuovo con Tutto ciò che c’è di bello è nella Tempesta.
E il programma stesso di quest’anno sembra il cartellone di un gioco da tavolo i cui angoli sono segnati dalle parole Play, jouer e spielen, ci troviamo ancora una volta in bilico nella dicotomia di significato che queste parole rappresentano nell’ambivalenza del loro significato di “giocare” e “recitare”. Lanciamo il dado, dunque, e le caselle ci presentano Elena Bucci, Mimmo Borrelli, Luigi Lo Cascio e Vincenzo Pirrotta, Claudio Santamaria, Emma Dante, Toni Servillo, Roberto de Francesco, Primo Carbone e Renato Carpentieri e, finendo il nostro giro Frèdèrique Lolièe.
Tra i progetti del teatro Stabile ritroviamo: Arrevuoto che “ha fatto incontrare, nel segno del teatro, gli adolescenti del centro storico e quelli dei quartieri periferici”, ed è orgogliosamente riproposto per il sesto anno consecutivo, e il rifacimento, affidato agli interpreti del Teatro le Nuvole, di due dei quattro classici di Molière in cartellone: Rosario Sparno curerà L’Avaro, e Fabio Cocifoglia La Scuola delle Mogli.
Interessante la direzione 2010/2011 del Teatro San Ferdinando che sarà quest’anno scenario di cinque nuove produzioni, chiaro segno della decisa “scelta generazionale” di Andrea De Rosa.
Giunti a conclusione basta ricordare, citando ancora una volta le parole del direttore dello Stabile, che il teatro è “un gioco maledettamente serio”









